Con il piano AirFrance a rischio anche i voli di fideraggio

Alcuni esperti e tecnici aeroportuali lanciano l'allarme: altri Paesi fanno leggi per incentivare i loro hub, in Italia nascono piccoli aeroporti come funghi

Mentre impazza il dibattito sul futuro di Alitalia e di Malpensa, filtrano altri particolari del piano che AirFrance ha stilato per il futuro della compagnia tricolore. In discussione il futuro dei voli cosiddetti di fideraggio, quelli cioè che portano in uno scalo i passeggeri che poi devono decollare verso altre rotte, in particolare quelle intercontinentali. Secondo indiscrezioni e fonti aeroportuali, la riduzione o la cancellazione di buona parte dei voli di fideragggio nazionali ed europei su Malpensa si deve, tra le altre cose, anche all’intento di disincentivare lo sviluppo di altre compagnie aeree interconinentali ed internazionali che sino ad ora hanno utilizzato i voli “feeder” di Alitalia (anche se non appartenenti alla stessa alleanza, i cosiddetti voli interline). 

Compagnie come Emirates, Thai,Usair, Qatar, Ethiad, Saudia, Singapore, JAL, Continental, Delta, PIA e tante altre, oltre a generare un buon traffico point to point, finora  sono state attratte a Milano grazie all’effetto hub di Alitalia. Con il piano in discussione,  tutte le compagnie sopra citate si troverebbero di fatto senza “feeder” su Malpensa, specialmente quelli nazionali. Oltretutto l’”interline” non viene utilizzato dalle compagnie low cost, quindi ogni possibile connesssione con i voli easyjet o Ryanair sarebbe fuori discussione.  

Se da una parte è dato per scontato che molte rotte abbandonate da Alitalia saranno sostituite da altre compagnie, è dall’altra da evitare la possibilità che Malpensa sia trasformata in un aeroporto che fornisce un servizio ad altri hub. Serve perciò, sempre a sentire gli esperti, dare la priorità alla ricerca di una compagnia aerea che possa aprire una rosa di voli nazionali con aerei di corto e medio raggio per poter cosi garantire transiti ad un numero elevato di compagnie internazionali ed intercontinentali.

In altri Paesi, per esempio la Germania, si stanno adeguando per rendere più efficiente il sistema aeroportuale nazionale: la Regione di Brandenburgo (Berlino) ha varato per esempio una legge regionale che vieta la costruzione di nuovi scali intorno a Berlino in un raggio di 90 km ed entro il 2011 verranno chiusi due city airport appunto per far decollare il nuovo scalo di Berlino. Pensare che intorno a Malpensa sono sorti negli ultimi anni decine di nuovi aeroporti che hanno inevitabilmente sottratto passeggeri a Malpensa anche in ottica hub, portando i passeggeri di quelle zone verso gli scali europei: da Trieste, a Venezia, fino a Montichiari, Verona, Cuneo, Orio al Serio, Treviso, Bologna, Parma, Pisa e così via fa riflettere sulla mancanza di un sistema concreto e coordinato a livello nazionale.

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Pubblicato il 15 Gennaio 2008
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