Dehors su parcheggi e “coprifuoco” per i take away, Porfidio colloquia con Ascom

Il consigliere non demorde nonostante le critiche e confronta le sue posizioni con i commercianti

Vietare i dehors dei locali là dove occupano posti auto e far chiudere alle 23 gli esercizi che distribuiscono cibo e bevande a clienti che restano all’esterno invece di essere ospitati entro i locali: queste le due proposte targate Audio Porfidio che hanno incontrato dura resistenza lo scorso autunno fra commercianti e clientela. Se la prima aveva ricevuto il placet del consiglio comunale come modifica dell’apposito regolamento, salvo poi essere oggetto di una raccolta di firme di segno contrario, la seconda, rimasta al livello di proposta, era stata subbissata di critiche tanto da richiedere fior di precisazioni dell’ambito di eventuale applicazione. Il consigliere comunale de La Voce dela Città non demorde: martedì mattina si è incontrato con il neodirettore di Ascom Francesco Dallo e con i fiduciari per i settori bar, pasticcerie e ristoranti per discutere i punti in questione, farsi un’idea della posizione dei commercianti e approfondire successivamente con l’amministrazione comunale la tematica. Il momento per discutere è quello giusto: siamo in pieno inverno, e i punti citati riguardano più che altro usi tipici della bella stagione.

Sicurezza, viabilità, decoro e quiete alla base delle proposte di Porfidio, fatte «secondo coscienza e nell’interesse di tutti, non certo il mio, non vivo di politica». Richieste in sè ragionevoli per una città moderna, ma che tavolta cozzano contro i sacrosanti interessi di chi di commercio ci vive, e trovano l’opposizione di principio di chi teme la Busto-dormitorio e preferirebbe una vivace Busto by night.
I commercianti hanno fatto presente al consigliere comunale la loro posizione, cercando di trovare un accomodamento sulla questione dei dehors, se necessario valutando le situazioni caso per caso. Quanto alla vicenda relativa a panetterie, take away e simili, per la legge italiana si tratta di artigiani, il che li pone in una situazione particolare. Anche qui occorrerà studiare a fondo la questione, anche dal punto di vista legale: nel frattempo, a chi vuole dormire ma abita sopra uno di questi informali ritrovi notturni a cielo aperto, dove ci si fa una brioche calda o un kebab (segno dei tempi!), occorrerà armarsi di santa pazienza e tappi nelle orecchie.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 15 Gennaio 2008
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