Formazione professionale libera: chi prima arriva meglio alloggia

La Regione Lombardia ha rivoluzionato il sistema formativo lo scorso 21 dicembre. Molte e importanti le novità

La Regione Lombardia liberalizza la formazione professionale. La rivoluzione è stata decisa lo scorso 21 dicembre, alla vigilia delle vacanze natalizie.
È pressocchè passata inosservata ma le implicazioni per studenti e scuole sono notevoli.

Anche alla fascia di studenti in obbligo formativo viene esteso il sistema della "dote": ogni ragazzo ha a disposizione 4500 euro forniti dalla Regione ( 2500 se si sceglie una scuola pubblica) per seguire un corso triennale ed ottenere una qualifica. I ragazzi possono presentarsi a una scuola dal 14 gennaio sino al 4 febbraio per avere la certezza di ottenere il finanziamento e seguire il corso prescelto.

In questa massima libertà per lo studente, la scuola può solo offrire un catalogo di corsi ( catalogo che è stato realizzato in fretta e furia tra il 4 e l’8 gennaio scorsi). Il giovane, che sceglie il canale della formazione, deve decidere il corso, verificare che quella scuola proponga il corso e correre nei suoi uffici di segreteria per inserire nel database regionale la propria richiesta: in tempo reale il cervellone dirà se c’è ancora la dote disponibile. I posti, infatti, sono contingentati, decisi anche nella quantità dalla Regione stessa. È assolutamente vietato inoltrare due o più richieste in scuole diverse, pena la perdita del diritto a frequentare i corsi lombardi di formazione.

Per formare il catalogo, la Regione ha chiesto alla Province di definire le priorità: «Noi abbiamo forito le nostre programmazioni riguardo ai diversi ambiti territoriali – ha spiegato l’assessore Andrea Pellicini – e su quei dati, le scuole hanno avuto quattro giorni per adeguare l’offerta del proprio catalogo».

Materialmente, i ragazzi devono farsi dare dalla media frequentata la copia della domanda di iscrizione timbrata entro il 30 gennaio. Tale domanda dovrà contenere una o due opzioni alternative che devono essere prese in considerazione in caso di mancata accettazione della prima richiesta per esaurimento doti.

Dal nuovo sistema rimarranno, quindi, esclusi, tutti colori che decideranno di lasciare il sistema dell’istruzione già alla fine del primo quadrimestre, dopo aver letto la pagella, o quanti saranno bocciati alla fine dell’anno: «Ci aspettiamo qualche difficoltà – ha spiegato Pellicini – ma speriamo di individuare un sistema che permetta ai ragazzi esclusi di rientrare».

Il nuovo modello, inoltre, poco dice nel caso che rimangano scoperte quote di qualche corso ( perchè poco richiesti o perchè i quattordicenni non hanno passato l’esame di terza media): la Regione dice che le doti non assegnate vengano ridistribuite tra i corsi più richiesti. La prima redistribuzione avviene a livello distrettuale, poi a livello provinciale e, infine, a livello regionale. In questi casi, davanti all’iniziale rifiuto per "mancanza di doti" di una richiesta, il ragazzo può sperare in un ripescaggio, ma deve attendere comunicazione dopo il 4 febbraio, perdendo la possibilità di tentare un secondo corso.

La liberalizzazione del sistema, quindi, richiede tempismo e decisioni immediate, doti che non sono facilmente ritrovabili negli abituali frequentatori dei corsi regionali. Quest’anno per di più, catapultati in un modello innovativo senza alcuna preparazione.

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Pubblicato il 14 Gennaio 2008
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