Gilli: “Non facciamo favori ai francesi”

Il primo cittadino saronnese chiede che non siano dimenticate le opere in costruzione, dalle ferrovia ai collegamenti stradali

Riceviamo e pubblichiamo la nota del sindaco di Saronno Pierluigi Gilli in merito alla situazione della vendita di Alitalia ad AirFrance e le conseguenze per lo scalo di Malpensa e per tutto il territorio del Varesotto e del Nord Italia 

Il 2007 si conclude con gravi preoccupazioni per la nostra città, come per la Regione Lombardia e tutto il Nord del Paese, a causa delle penose vicende legate alla situazione della compagnia aerea nazionale ed all’ormai chiaramente manifesta volontà del Governo di cederla alla società francese Airfrance. 

L’atteggiamento del Governo Prodi, debolissimo per consenso popolare e ancora in pericolante sella solo in forza dei voti dei Senatori a vita, graziosamente elargiti, è inauditamente punitivo per il settentrione dell’Italia e sordo alle ragioni della logica e della realtà, che vorrebbero lo sviluppo della rete di trasporti nella parte economicamente trainante del Paese e l’inserimento delle nostre Regioni del Nord nel sistema europeo, con cui direttamente confina. 

Facendosi beffe delle esigenze di questa determinante parte della Nazione, il Governo è pronto a svendere una così rilevante risorsa, per concentrare nuovamente il trasporto aereo sull’aeroporto romano di Fiumicino, in totale disprezzo per l’economia nazionale, il buon senso e la notoria concentrazione su Malpensa del traffico più importante del mondo produttivo nazionale ed internazionale. 

In questo fosco quadro – che non è frutto di impreparazione, bensì di una cosciente intenzionalità di punire il Nord politicamente ben diverso dai desideri di una maggioranza inesistente, ma rapace, che tutto ha occupato -, Saronno deve guardare con grande preoccupazione al ridimensionamento di Malpensa. 

La nostra città, infatti, è intimamente connessa al grande progetto generale imperniato su questo aeroporto, cui è unita con rapidità ed efficienza dal treno Malpensa Express sin dal 1999; è prossima al nuovo Polo Fieristico di Milano-Rho; è pronta all’inizio dei lavori per il ripristino del trasporto passeggeri della linea ferroviaria Saronno-Seregno, con il derivante collegamento  di gran parte della Brianza produttiva a Malpensa tramite ferrovia attraverso il nodo delle stazioni di Saronno; attende con trepidazione l’avvio dei lavori della Pedemontana e la nuova, seconda uscita dell’autostrada; si è attrezzata con l’ampliamento e la qualificazione di una rete alberghiera di elevato livello, anche congressuale; si è dotata di tutta una serie di commerci e di servizi destinati ad un’utenza anche internazionale, che in città si è già stabilita come residenza o vi si ferma per ragioni di lavoro e/o di affari.

Non possiamo assistere inerti a questo ennesimo colpo deliberatamente inflitto al nostro territorio, già compromesso per la lentezza con la quale si possono eseguire le grandi opere infrastrutturali di cui ha disperato bisogno, per non avviarsi ad un declino, cui non si vuole rassegnare. 

La Lombardia e Milano, a cui siamo tanto vicini, si rivelino una volta di più la capitale morale del nostro Paese, che non intende essere sacrificata ai rancorosi  e punitivi colpi di mano di un Governo allo sbando e creatore di un impoverimento generale. 

Almeno restasse la possibilità di utilizzare le tratte aeree lasciate libere, a Malpensa, dalla fallimentare Alitalia: senza alcun dubbio, altre compagnie, anche nuove compagnie italiane e lombarde, saprebbero fornire un servizio efficiente e sicuro, senza l’obbligo di transitare per Roma o Parigi! 

Si rende necessaria la mobilitazione di tutto il Nord non per ridicoli motivi di campanilismo, ma per difendere la nostra economia, i nostri investimenti, il nostro futuro: contro la miopia di chi ci governa dalla capitale, occorre dar corso a tutte le iniziative possibili per sostenere Malpensa e le nostre buone ragioni; a tal fine, sono pronto a collaborare con ogni forma di protesta che dovesse essere organizzata. 

Saronno è ottima amica dei francesi, con cui ha frequenti rapporti di gemellaggio; non sente, però, il bisogno del  privilège d’être français, come Briga e Tenda…; di tutto ciò, investirò presto la Giunta, il Consiglio Comunale, i Comuni contermini, le forze politiche, sociali ed economiche, per comuni passi vòlti alla difesa dei nostri storici diritti.   

Pierluigi Gilli

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 02 Gennaio 2008
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