«La sfida, per noi giovani, è mantenere vivo il ricordo»
Gli studenti hanno ricordato la Giornata della Memoria con un'iniziativa organizzata dalla Consulta studentesca
«Noi siamo gli ultimi che possono ascoltare dalla viva voce dei sopravvissuti gli orrori dell’Olocausto. Dobbiamo ascoltare per raccontare a nostra volta a chi verrà dopo di noi». Matteo Chilese, studente universitario, ha parlato questa mattina al cinema Vela di Varese, davanti a quasi 900 studenti degli istituti superiori della provincia, ciò che ha visto e ha ascoltato in un viaggio nei luoghi della memoria fatto tre anni fa quando era studente del liceo classico Varese: «Abbiamo visto i luoghi della memoria di Carpi. È stata un’esperienza formativa molto importante. Ero preparato: nel corso degli anni, sin dalle elementari, avevo sempre ascoltato testimonianze sugli orrori del nazismo. Toccare con mano, vedere dal vivo dei luoghi così carichi di drammaticità è, comunque, molto emozionante. Un’emozione che ho poi raccontato ai miei compagni, che abbiamo rielaborato in classe. La sfida che riguarda la mia generazione è proprio quella di mantenere vivo il ricordo di ciò che è stato, perchè non si dimentichi».
Convinto dell’importanza di queste giornate di riflessione è anche Alessio Mina, presidente della Consulta provinciale studentesca: «Già lo scorso anno abbiamo organizzato un incontro per capire e per conoscere – ricorda Alessio – Fu un momento così carico di emozioni che lo volli riproporre per il mio istituto. Organizzammo un’assemblea invitando Chiesa e De Tomasi, sopravvissuto: oltre 500 ragazzi sono stati letteralmente rapiti dai racconti di quei due anziani. Molti di noi si sono commossi. È giusto che noi studenti conosciamo cosa è accaduto ai nostri nonni. Anzi, per il prossimo anno, vorrei che ricordasse cosa avvenne qui a Varese in quegli anni. Sappiamo che ci furono 177 arresti, che molti studenti furono espulsi dalle scuole, che ci furono rappresaglie e fucilazioni di massa. Anche la nostra città fu testimone di tragedie che non dobbiamo dimenticare».
Nel corso della mattinata, organizzata al Vela con il contributo dell’Ufficio scolastico provinciale, hanno preso la parola gli insegnanti Enzo La Forgia e Francesco Trevisin, Monsignor Barbareschi, assente l’ex internato Enrico Bertè.
«Il 16 febbraio – aggiunge Alessio Mina – organizzeremo un’iniziativa analoga per ricordare il dramma delle foibe. Noi siamo assolutamente apolitici e vogliamo riflettere su tutte le tragedie che hanno coinvolto i nostri avi per capire anche il nostro futuro».
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