«Nessuna benedizione vietata, non c’era l’autorizzazione»
Alla riapertura della scuola parla la dirigente scolastica della Pizzigoni: «Estranei non sono autorizzati a entrare nell’edificio, nessuna motivazione ideologica dietro l’accaduto»
«Non possono entrare estranei in una scuola senza il permesso del consiglio d’istituto. Quanto emerso non rispecchia assolutamente la verità». All’apertura della scuola dopo il periodo natalizio abbiamo raggiunto Marisa Lucianetti, la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Leonardo Da Vinci, cui la scuola elementare Pizzigoni fa capo. Scuola dove poco prima di Natale il parroco del quartiere, Don Pasquale Colombo, si presentò per impartire la benedizione natalizia ai bambini. Il risultato fu che il prete non diede alcuna benedizione ed incontrò gli studenti senza fare alcun riferimento al significato religioso della festa.
«I fatti vanno spiegati fino in fondo – prosegue la dirigente -. Quel giorno mi recai alla scuola Pizzigoni per il classico saluto di Natale e mi dissero che il parroco sarebbe venuto l’indomani per la benedizione natalizia. Cercai tra le carte del consiglio d’istituto e non c’era nessuna autorizzazione al riguardo. Nella scuola non possono entrare estranei se non autorizzati dal consiglio d’istituto. Consiglio che delega la preside soltanto in alcune questioni che riguardano però progetti già approvati dallo stesso».
La dirigente Lucianetti precisa anche di essersi mossa per venire incontro alle esigenze del parroco: «Il consiglio d’istituto si sarebbe riunito dopo poche ore. Ho deciso quindi di proporre la questione all’ordine del giorno, nonostante gli ordini del giorno siano rigidissimi e stabiliti da tempo. Ho quindi chiamato Don Pasquale e gli ho chiesto cosa volesse fare: se avesse voluto dare una benedizione, sarebbe stato complicato perché si sarebbero dovuti dividere i ragazzi; se invece fosse stato un incontro sul Natale e sulle sue motivazioni, sarebbe stato possibile incontrarli tutti. Lui mi rispose: “Il Natale è fatto per unire e non per dividere”. Ho dedotto che gli andasse bene l’incontro con tutti gli studenti senza la benedizione. E così ho fatto da tramite con il consiglio d’istituto. Voglio sottolineare inoltre che se non ci avessi pensato io, nessuno avrebbe proposto la questione al consiglio d’istituto».
Secondo la dirigente scolastica non è stata presa alcuna decisione contro la religione: «Si possono avviare discussioni sulla possibilità di effettuare pratiche religiose nella scuola, come ho letto da molti commenti, ma voglio sottolineare che questo caso non dovrebbe essere preso da esempio. Il dirigente scolastico, infatti, secondo la normativa, applica le delibere del consiglio d’istituto, è un organo esecutivo, non prende decisioni».
L’istituto comprende anche la scuola media Da Vinci e la scuola elementare Damiano Chiesa dove, secondo la Lucianetti, non si sono presentati gli stessi problemi: «Che io sappia non è giunta alcuna richiesta per la benedizione dei plessi, ma se ci fosse stata l’avrei saputo – conferma la dirigente -. Ma voglio sottolineare che non c’è alcuna motivazione ideologica dietro l’accaduto, solo applicazione della normativa. Ho letto molti commenti, di lettori e rappresentanti delle istituzioni, e posso dire con tranquillità che o non conoscevano i fatti oppure non conoscevano la normativa».
Chiediamo alla dirigente se sia credente o meno: «Mi scusi, ma sono fatti miei. Qualsiasi risposta in questo caso verrebbe strumentalizzata. Non sono le mie convinzioni religiose che contano, ma semplicemente l’applicazione del regolamento».
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