Piani integrati d’intervento, primo esame in commissione

Fra le novità in vista una grande piazza pedonalizzata in centro a Sacconago e un silos auto in via San Michele

Passano in commissione ambiente e territorio, con una prima approvazione di massima (dicamo pure un "visto" collettivo con qualche "altolà" isolato), i piani integrati di intervento desatinati a ridisegnare il volto di alcuni angoli della città. Lo strumento d’intervento urbanistico fa praticamente da "ponte" in attesa della laboriosa redazione del Piano di Governo del Territorio (PGT), atteso successore del piano regolatore generale vigente. Non cambiano le volumetrie edilizie esistenti nelle aree interessate, bensì, talora in modo sostanziale, l’aspetto esteriore e la disposizione dei corpi edificati.

Gli interventi andranno a toccare alcune aree bisognose di rinnovamento e individuate dai costruttori come interessanti. Ad esempio la zona di piazza Vittorio Emanuele II, via Borroni e via Montebello, ma anche via Matteotti/via San Michele, il centro di Sacconago con la piazza antistante quella che tutti i sinaghini chiamano la Chiesa vecchia – tra piazza Noè e via Tazzoli – ma anche la cascina Favana a Madonna Regina. Tutti questi documenti progettuali, riferisce il presidente della commissione Alessandro Chiesa (FI), saranno affidati ai tecnici comunali per le verifiche e le modifiche del caso, prima di ulteriori passaggi in Giunta e in consiglio che prenderanno qualche mese. Fra un anno circa, se passeranno, si potranno vedere le ruspe al lavoro.

Non sono ovviamente mancate le discussioni sui vari progetti; critico nel merito l’ex sindaco Luigi Rosa, ingegnere egli stesso, in particolare sui progetti della Favana e dell’intervento sulle ex carceri in piazza Vittorio Emanuele II. Il vicesindaco Giampiero Reguzzoni ha cercato di esporre al meglio i progetti, sulla base di piantine e disegni tecnici di non sempre immediata interpretazione per i profani. Importante appare l’intervento previsto a Sacconago, quartiere di cui ogni tre per due si denuncia l’abbandono del centro all’incuria. La piazzetta antistante la chiesa vecchia verrebbe raddoppiata abbattendo un caseggiato e recuperandone i volumi costruttivi in posizione più arretrata, in modo da liberare lo slargo retrostante, peraltro finora praticamente ignoto e invisibile a chi passi nella zona, e offrire una più ampia visuale. Si dovrebbe anche poter pedonalizzare le nuova piazza allargata, creando quindi finalmente un centro libero da auto per la frazione, e ricavare il sospirato parcheggio dove ora c’è l’ex oratorio maschile.

Poche rispetto a quanto già noto le novità in centro, dove si dovrebbe, dalle mappe ed immagini computerizzate viste in commissione, rispettare sostanzialmente l’aspetto esteriore dei caseggiati, mantenendo costruzioni al più di due piani fuori terra, con cortili interni e anche qui un ampliamento della zona pedonale curato dagli stessi privati (il meccanismo dei piani integrati prevede infatti che i costruttori forniscano opere di pubblica utilità accanto a quelle che realizzano ad uso privato). Rischia viceversa di aprirsi un nuovo fronte di discussione per via San Michele, dove l’omonimo parcheggio – un’infame distesa di palta, per dirla elegantemente – dovrebbe assistere ad alcuni interventi, sempre senza aumenti di volumetrie rispetto alle previsioni del PRG vigente, ma con lo scavo di un parcheggio sotterraneo per ora previsto da 100 posti, ma che Reguzzoni vorrebbe almeno da 150.

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Pubblicato il 23 Gennaio 2008
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