Pioggia di applausi per Gassman e i suoi giurati

Una trama avvincente da "legal thriller" ha conquistato il pubblico del Teatro Condominio di Gallarate

Quando una certezza si sgretola la verità si capovolge. Così si risolve "La parola ai giurati" il dramma scritto da Reginald Rose messo in scena ieri sera al teatro Condominio Vittorio Gassman di Gallarate. Uno spettacolo avvincente presentato dal Teatro Stabile D’Abruzzo e dalla Società per attori, interpretato e diretto da Alessandro Gassman. Una trama fatta di tesi e ragionamenti che ruota per intero intorno al tavolo di una giuria chiamata a decidere la sorte di un giovane accusato per l’omicidio del padre.

Solo uno il dubbio iniziale, nessuna certezza alla fine
. Il modo migliore per trasmettere al pubblico la sensazione di fragilità di un sistema giudiziario datato anni Cinquanta ma nello stesso tempo di grande attualità. La credibilità dei testimoni, il tempo degli eventi, la capacità dei pregiudizi di offuscare la realtà sono i passi che smontano, alla luce della ragione, la tesi dell’accusa.
La scena si svolge in un locale, in piena atmosfera da Dopoguerra, dall’aria offuscata e con luci soffuse.

Precisa anche la scenografia di Gianluca Amodio, minima ma ricca di dettagli e particolari studiati. Tanti gli appalusi, per gli attori Massimo Lello, Giacomo Rosselli, Fabio Bussotti, Giulio Federico Janni, Matteo Taranto, Emanuele Maria Basso, Nanni Candelari, Sergio Meogrossi, Paolo Fosso e Emanuele Salce. Con un calore particolare il pubblico ha salutato il bravo Manrico Gammarota il giurato numero tre, l’ultimo a cambiare il proprio voto e a scandire la fine dello spettacolo e naturalmente Alessandro Grassman il protagonista impeccabile e dal determinante "ragionevole dubbio".

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Pubblicato il 09 Gennaio 2008
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