Sant’Antonio è a casa del prete ma per la festa ci sarà
Restauri in corso nella chiesa della Motta. La statua, portata via dal parroco durante i lavori, tornerà al suo posto
Dopo una lunga chiusura si riaprono battenti per i riti in onore del "padrone di casa”, ma i lavori di restauro della chiesa di Sant’ Antonio abate in piazza della Motta dureranno per un’altra decina di mesi.
Da domani, mercoledì 16 gennaio, sino a domenica fedeli e curiosi che non rinunciano mai alla tradizionale visita in occasione della sagra, potranno vedere ben poco a causa della presenza, davvero ingombrante in un edificio così piccolo, dei ponteggi indispensabili per i recuperi artistici di pareti e soffitto.
C’è dunque un’emergenza spazio tuttavia largamente preferibile al protrarsi della chiusura: lungo i due lati della navata centrale sono state collocate una sessantina di sedie, mentre ceri e lumini potranno essere accesi subito dopo gli ingressi.
Insomma quest’anno un tempio in formato ridotto sarà a disposizione delle migliaia di varesini che in omaggio alla secolare tradizione lo visiteranno; alla sua festa non mancherà però Sant’ Antonio: la statua infatti, prudentemente trasferita e custodita sin dall’inizio dei lavori nell’abitazione del prevosto Donnini, da domani sarà di nuovo al suo consueto posto dove resterà sino alla conclusione della sagra che, per quanto riguarda l’accesso alla chiesa, avverrà domenica quando, a partire dalle 17, l’architetto Angelo Baila avrà illustrato le opere di restauro in atto.
I Monelli della Motta, animatori dei festeggiamenti e ai quali si deve il recente pubblico ricordo di monsignor Proserpio, mitico prevosto varesino scomparso nel 1948, anche quest’anno hanno pubblicato un numero unico ricco di notizie e approfondimenti sulla sagra di Sant’Antono Abate, certamente la festa cittadina più partecipata, sia in chiave religiosa, sia in chiave laica.
Una festa popolare, semplice, rasserenante. Non è un caso che al lancio dei palloncini, riservato ai bambini, siano sempre presenti adulti in gran numero. Di questi tempi poi siamo in molti a guardare al cielo.
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