Vivisezione, la LAV contro il sindaco

Francesco Caci, leader degli animalisti bustocchi, critica aspramente il primo cittadino. "Una nuova convenzione con l'Uninsubria per una ricerca senza animali: i metodi ci sono"

La LAV, Lega Anti Vivisezione, torna all’assalto del sindaco Gigi Farioli, "reo" di aver messo la ristrutturata Villa Manara a disposizione dell’Università dell’Insubria perchè la usi, fra l’altro, come sede dei suoi laboratori di ricerca tossicologica. Il tema si è fatto caldissimo negli ultimi giorni dopo le contestazioni al sindaco al concerto di Capodanno di un gruppetto di militanti animalisti e i danneggiamenti da parte di ignoti alla Villa Manara stessa (si veda la foto).
In un durissimo comunicato a firma del leader degli animalisti bustocchi, Francesco Caci si denuncia "il vergognoso comportamento del sindaco" che secondo gli animalisti starebbe "subdolamente cercando di confondere l’opinione pubblica con patetiche disquisizioni, peraltro errate, sul termine vivisezione". Il sindaco aveva dichiarato che
«nei laboratori dell’Università dell’Insubria non si pratica la vivisezione»; Caci controbatte che il termine è onnicomprensivo, e non si riferisce più solo a pratiche di sezionamento in vivo degne di un Mengele, bensì a "qualsiasi esperimento condotto su animali vivi", "esattamente come cavia, termine che dovrebbe indicare solo ed esclusivamente un tipo di piccolo roditore, è ormai universalmente utilizzato per indicare qualsiasi soggetto sperimentale, a prescindere dalla specie di appartenenza". 

"Proprio per evitare simili vergognosi tentativi di giocare coi termini", commenta aspramente Caci, "con la Risoluzione di San Francesco 2003 il Consiglio Comunale di Busto Arsizio ha chiesto al Sindaco e alla Giunta di intervenire affinchè sul territorio comunale non si effettuassero «esperimenti su animali o esercitazioni didattiche sugli stessi»".
 

A novembre, prosegue il comunicato, "abbiamo incontrato Gigi Farioli e gli abbiamo spiegato chiaramente quanto sopra, per cui le sue parole di questi giorni sono in assoluta malafede. Prima di incontrarlo gli abbiamo fatto avere un plico contenente una completa documentazione sulla vivisezione in generale e sugli esperimenti attualmente in corso nei laboratori dell’Università dell’Insubria di Busto Arsizio". Esperimenti la cui documentazione, a cura del Comitato Scientifico della LAV, può essere consultata al sito Internet http://www.lav.lombardia.it/media/bustoarsizio/Dossier_Insubria.pdf , e che dagli animalisti sono bollati come crudeli e antiscientifici, oltre che evitabili tramite l’impiego di "metodi sostitutivi praticabili e praticati in tutto il mondo", quali quelli messi a punto presso il vicino Centro Europeo per la Validazione dei Metodi Alternativi – ECVAM con sede nella vicina Ispra. "L’Unione Europea finanzia generosamente chi sceglie questa via" ricorda Caci: "Busto potrebbe davvero diventare la piccola capitale europea della ricerca senza animali!"
 
In questa chiave la LAV aveva chiesto ("per l’ennesima volta")  al primo cittadino bustocco di "impegnarsi ufficialmente a stipulare con l’Uninsubria una nuova convenzione che ne vincoli l’attività di ricerca a metodi senza animali, facendogli presente le immense possibiltà di sviluppo scientifico ed economico che oggi hanno a disposizione le realtà che scelgono la ricerca alternativa. Ora pretendiamo una risposta. La pretende tutta la Città di Busto Arsizio".

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Pubblicato il 07 Gennaio 2008
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