Cimberio, è il giorno della resa

Varese-Teramo 79-88. Il baratro verso la LegaDue è sempre più profondo dopo l'ennesima caduta. Brutto arbitraggio, ma le ragioni della sconfitta sono ben altre

Caporetto, in confronto, fu una mezza vittoria. Nella sera in cui la Cimberio avrebbe dovuto erigere barricate, attaccare a testa bassa, togliere l’aria dai polmoni dell’avversaria – una Teramo giunta qui senza il cannoniere Tucker – la squadra di Bianchini si inginocchia davanti al nemico e viene giustiziata senza troppe cerimonie. Non lasciamoci ingannare dall’ultimo arrembaggio, non pensiamo che il risultato sia frutto di una direzione arbitrale comunque pessima, non aggrappiamoci alla sfortuna che non ha permesso ai biancorossi di allenarsi come si deve. Varese ha perso perché lo ha meritato, per un approccio sbagliato alla partita, per la rassegnazione emersa dopo l’intervallo e spezzata solo un pubblico fantastico, caldo, commovente. Non è bastato. E a questo punto non sappiamo davvero cosa potrà cambiare il corso di una stagione disgraziata, destinata a chiudersi nell’ipotesi che nessuno immaginava sei mesi fa, la caduta al piano di sotto. Almeno dopo la partita di stasera, vie d’uscita non ce ne sono; nemmeno un Holland da 31 punti.

COLPO D’OCCHIO – Pubblico da non credere a Masnago per l’arrivo di Teramo, non certo una di quelle squadre impedibili. Segno che la gente di Varese, nel bene e nel male, rimane vicina fino alla fine alla sua squadra, come ogni matrimonio saldo prevede.

PALLA A DUE – Tutte confermate le notizie della vigilia: Beck rimpiazza l’infortunato Brown, Hafnar e Lloreda non sono in quintetto per via di alcuni malanni fisici. La Siviglia Wear è invece alla prima recita senza il cannoniere Tucker, mentre Tskitishvili parte titolare nonostante una caviglia ballerina. Duello italiano in regia Passera-Poeta.

LA PARTITA Cominciare una partita con quattro tiri sul ferro non è il modo migliore: ci vogliono 2’20” per rompere il ghiaccio con Holland. Teramo ne approfitta, segna un paio di triple e prende il comando delle operazioni fin dalle prime battute. Dieci punti di un Melvin esplosivo portano per la prima volta avanti (15-14) la Cimberio che però sotto il proprio canestro concede rimbalzi a catinelle e torna sotto (16-19). A far virare la Cimberio in testa al 10’ è Holland, con un’entrata e due liberi: 22-21.
Si prosegue con un colpo per parte, con gli ospiti che si affidano a Tskitishvili e Varese che risponde con Holland e Hafnar, appena entrato. Bastano però un paio di palloni gettati via per ritrovarsi ancora a -5, 26-31. Hafnar e Beck replicano ma la difesa lombarda è di burro soprattutto in area coi lunghi che subiscono l’impatto di Yango. Bianchini risponde con la zona, ma quando la retroguardia funziona si inceppa l’attacco: quando Beck si mangia il contropiede del possibile -2, Carra infila la tripla del 33-40 che è pure il parziale di metà serata.

Il tè dell’intervallo va di traverso alla Cimberio, che a parte un guizzo di Lloreda non trova altro nelle prime battute e viene trafitta da Poeta, Brown e da una tripla di Powell per il 36-48. La notte si fa sempre più scura: quando Beck segna da fuori, Varese concede subito la risposta agli avversari e la sberla arriva puntuale. I minuti successivi vedono le difese bucherellate, e anche in questa situazione Varese perde terreno. Teramo non sbaglia mai, arrivando a tiri troppo facili soprattutto con i lunghi. Yango, Skita e Powell confezionano il 46-61 che pare già una sentenza al 27’. Un guizzo di Holland rompe il fronte di fischi che iniziano ad arrivare, giustificati, dagli spalti ma è il classico fuoco di paglia: la terza sirena congela il punteggio sul 53-68.

IL FINALE – Si può fare di peggio? Sì, eccome: l’inizio del quarto tempo è atroce, con Powell che pare Kobe Bryant e Teramo che sale a oltre venti punti di vantaggio come nulla fosse. Il pubblico invoca Galanda (stasera deludente) e De Pol, non risparmia qualche fischio a Bianchini (con Magnano chissà cosa sarebbe accaduto) e prova comunque a fare il tifo. Holland e Hafnar rosicchiano otto punti in 90”, costringendo Bianchi al timeout a 6’20” dalla sirena (65-76). Delonte sente fiducia, tiene aperto il parziale varesino ma poi forza troppo ma un tiro da tre incredibile di Poeta da 10 metri spezza l’incantesimo e il 13-0 Cimberio. L’ambiente si incattivisce con la terna di arbitri tutt’altro che casalinga che regala qualche libero a una Teramo in difficoltà. Il solito Holland trova il piazzato del -8 ma poco dopo Boscagin fallisce un tiro all’apparenza semplice, come settimana scorsa a Rieti. E poi il solito pizzico di sfortuna: la tripla di Galanda gira sul ferro ed esce, quella di Migliori gira sul ferro ed entra. A 30” – dopo nuovo centro di Holland – Gek ha il tiro facile del -4, ma sbaglia di nuovo. Finisce 79-88 e questa volta l’aria è davvero di resa.

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Pubblicato il 03 Febbraio 2008
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