La Svizzera abbassa la collina dei rifiuti

Iniziati i lavori per limare la cime della discarica che ha tolto il sole alle case del Gaggiolo

Sono iniziati i lavori di abbassamento della discarica di Gaggiolo, il muro di rifiuti che gli Svizzeri hanno eretto a Stabio e che ha provocato una levata di scudi da parte dei residenti italiani. L’accordo per l’abbassamento della montagna è stato raggiunto lo scorso maggio con la collaborazione dei consolato italiano e svizzero, e con l’interessamento di Canton Ticino e Regione Lombardia. La collina dei rifiuti oggi misura circa 32 metri di altezza, gli svizzeri avevano l’autorizzazione per salire fino a 38 metri, ma hanno deciso unilateralmente di scedere a 28 metri, con una inclinazione di circa 15 gradi. L’obiettivo è quello di permettere ai cittadini di Giaggiolo che abitano lungo il confine di vedere il sole al mattino, ed è stato calibrato dopo uno studio effettuato con la supervisione della provincia di Varese volto a calcolare proprio l’inclinazione dei raggi del sole sulle case delle 11 famiglie di Gaggiolo coinvolte.

«Lo sbancamento della cima della montagna è iniziato da qualche giorno – spiega il vicesindaco di Cantello Domenico Naticchi – noi avevamo chiesto una diminuzione molto più marcato ma è il massimo che siamo riusciti ad ottenere. Per fortuna, gli svizzeri hanno anche acconsentito a bloccare la crescita esagerata di una seconda parte della discarica che avrebbe completamente assicurato tutte le case di confine».

Il Canton Ticino ha così mantenuto le promesse. Nel maggio scorso aveva annunciato il gesto di buona volontà, dopo una serie di proteste nate sul territorio italiano, la nascita di un comitato di residenti, e una serie di trasmissioni televisive che avevano  creato una sorta di caso diplomatico tra l’Italia e la Confederazione elvetica. Persino la trasmissione di Mediaset “Le Iene” era andata a chiedere conto della montagna dei rifiuti, al consigliere di Stato del Canton Ticino, Marco Borradori. «A dicembre i lavori non erano ancora iniziati – spiega il vicesindaco Naticchi – così abbiamo sollecitato le autorità competenti  chiedendo quali intenzioni avessero».
Ora, le ruspe hanno iniziato a rimuovere i detriti, tra i quali anche materiali di amianto. Una associazione ambientalista, la Aidaa,  ha presentato un esposto alla procura di Varese sulla presenza proprio di barre di amiento. Ma la Svizzera ha risposto che si tratta di materiali non pericolosi.

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Pubblicato il 07 Febbraio 2008
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