Polveri fini: inquinamento a livelli record
Limiti superati per giorni. Le percentuali di concentrazione fanno scattare l'allarme: Gallarate, Busto e Saronno le aree messe peggio, ma a Varese non va meglio
Pm10 nell’aria, l’allarme è diffuso in tutta la Lombardia. Anche
la provincia di Varese fa registrare performance pessime, non al livello di Milano ma quasi. Se infatti ieri, 24 febbraio, la centralina Arpa nel quartiere milanese del Verziere ha registrato 185 microgrammi di polveri sottili per metro cubo d’aria, un valore quasi quattro volte sopra la soglia d’allarme fissata a cinquanta, anche Gallarate non è da meno in questa poco onorevole classifica: infatti solo lo scorso venerdì 22 febbraio i microgrammi di Pm10 nell’aria hanno toccato quota 184, scendendo a 176 sabato e 162 ieri, comunque più del triplo del limite consentito. A Milano l’allarme è ancora più alto, perché l’inquinamento è stato registrato per più dei 35 giorni concessi dall’Ue per il 2008: A Varese e provincia le stazioni messe peggio sono Busto Arsizio, che da diciassette giorni supera la soglia, così come Ferno e quasi come Gallarate, oltre il limite da 16 giorni di fila, con le percentuali spaventose ricordate prima. Meglio va a Varese e Saronno, dove le centraline fanno registrare superamenti da 3 e 7 giorni, con la città degli amaretti nella quale la concentrazione ha toccato quota 173 microgrammi per metro cubo lo scorso venerdì.
«Il clima e la morfologia del territorio non aiutano – spiegano dall’Arpa Lombardia -. A fronte della stessa concentrazione di industrie e veicoli in circolazione, altre nazioni riescono ad avere
percentuali inferiori di veleni nell’aria proprio grazie ad migliori circolazione dell’aria e dispersione dell’inquinamento». La quota fissata dall’Unione Europea viene sistematicamente superata: non c’è nessuna provincia della Pianura Padana che si salva, mentre per quanto riguarda la media annuale di 40 microgrammi per metro cubo qualcuno (raramente) riesce a scamparla. Il rischio è quello di una multa milionaria che la Ue potrebbe comminare all’Italia: si parla di 800 milioni, con la sentenza attesa per il 2012. Il rischio è concreto, l’anno è appena cominciato e in numerose aree del Paese i limiti di inquinamento sono già stati superati. Le soluzioni sono le solite: blocchi del traffico, targhe alterne, riscaldamenti più bassi. Alternative al traffico su gomma però non se ne vedono all’orizzonte, e i quotidiani disagi subiti dai pendolari sui treni sono lì a dimostrarlo. Il clima, con il vento in arrivo che può dare una grossa mano, dovrebbe migliorare allentando nei prossimi giorni la pressione del Pm10. Le polemiche su ecopass, ticket e soluzioni drastiche infervorano, mentre i tavoli sull’ambiente si susseguono: per l’occasione, si spera che politici e ambientalisti non usino la macchina.
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