Come è cambiato il codice ambientale per le imprese

Le ultime novità introdotte da un recente provvedimento del governo sono state al centro di un incontro di aggiornamento organizzato dall’Unione Industriali

Cambiamenti di non poco conto, sostanziali. Variazioni che incideranno sul lavoro quotidiano di chi, all’interno dell’impresa, si occupa della gestione amministrativa ed operativa degli aspetti ambientali. Lo smaltimento dei rifiuti, la disciplina degli scarichi, la bonifica dei siti inquinanti. E poi ancora i modelli di dichiarazione, la valutazione di impatto ambientale, la bonifica dei siti, la valutazione ambientale strategica. L’elenco delle modifiche apportate al Codice Ambientale è lungo. Novità introdotte con un recente decreto legislativo, approvato dal governo a gennaio, che obbliga gli imprenditori e i propri collaboratori a stare al passo coi tempi. Quelli legislativi.

Ad aiutarli in questa rincorsa alle ultime novità ci ha provato questa mattina l’Unione Industriali della Provincia di Varese che ha organizzato a Gallarate, nell’ambito del ciclo “inFORMARSI”, corsi gratuiti di aggiornamento per il personale delle imprese associate, un incontro. Scopo principale: dissipare la matassa ingarbugliata di una normativa in costante evoluzione. Obiettivo da centrare per evitare di incappare in sanzioni. Che a volte possono essere anche pesanti.

Date e scadenze da rispettare, nuova modulistica, ampliamento dei campi di applicazione della normativa: a testimonianza della corposità dei cambiamenti apportati dal recente provvedimento dell’esecutivo c’è il lungo intervento tenuto questa mattina dagli esperti dell’Area Ambiente dell’Unione Industriali. Un centinaio le slide utilizzate per illustrare le nuove disposizioni normative.

Tra queste quelle riguardanti le procedure per una corretta gestione dei rifiuti: dall’uso dei registri di carico e scarico, al Modello Unico di Dichiarazione Ambientale; dalle procedure di autorizzazione per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti speciali (pericolosi e non), alla definizione delle nuove competenze degli enti pubblici.

Particolare attenzione è stata dedicata, inoltre, alle modalità stabilite per accertare se un sito potenzialmente contaminato sia effettivamente tale e all’esposizione delle norme che regolamentano le operazioni di bonifica e ripristino di tali aree. In materia di gestione delle risorse idriche, invece, i riflettori sono stati puntati sulle regole vigenti relative al rilascio e al rinnovo delle autorizzazioni agli scarichi di acque reflue industriali.

Solo alcuni esempi dei temi trattati durante l’incontro, proseguito con l’analisi di altri due strumenti: la valutazione ambientale strategica (la cosiddetta VAS) e la valutazione di impatto ambientale (la cosiddetta VIA che riguarda i progetti di attività che possono avere conseguenze significative sull’ambiente e sul patrimonio culturale), anch’essi oggetto di riforma. Così come l’IPCC, acronimo che abbrevia il termine inglese Integrated Pollution Prevention and Control, una nuova strategia, comune a tutta l’Unione Europea, per aumentare le “prestazioni ambientali” dei complessi industriali.

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Pubblicato il 18 Marzo 2008
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