“Il Cacciatore di aquiloni” al cinema da venerdì
L'attessissima pellicola ispirata al romanzo di Khaled Hosseini esce nelle sale cinematografiche il 28 marzo. Ecco il trailer ufficiale
Esce ufficialmente venerdì 28 marzo, e in alcune sala in anteprima il 27, l’attesissimo film “Il cacciatore di aquiloni”. Acclamato dalla critica e ispirato all’omonimo fenomeno letterario la pellicola diretta da David Benioff, riprende fedelmente la storia dello scrittore Khaled Hosseini. Il bestseller, edito da Piemme è stato tradotto in 49 lingue e venduto in oltre 8 milioni di copie in tutto il mondo, di cui oltre 2 milioni in Italia raggiungendo un successo enorme.
La storia di un’amicizia, di un tradimento e di una colpa che non si può dimenticare ha colpito i moltissimi lettori che tra la mani hanno trovato un libro capace di raccontare emozioni e raccontare la storia di un paese, l’Afghanistan, che in trent’anni di eventi ha visto il suo annientamento e la distruzione della sua cultura.
La storia prende il via in Afghanistan negli anni ’70. Amir e Hassan, vivono a Kabul, sono inseparabili, accomunati anche dalla passione per le gare di aquiloni. La loro vita scorre tra giochi e scorribande fino al giorno in cui in un vicolo di Kabul cambierà per sempre. Hassan non sarà mai più il più abile e sorridente cacciatore di aquiloni della città ed Amir non scorderà mai di aver commesso una colpa terribile. L’infanzia di Amir e Hassan finisce dietro un vicolo e poco dopo la storia, quella terribile di questo paese, entra violenta nella storia dei due ragazzi, spazzando via ogni possibilità di infanzia. Un successo enorme quello de “Il cacciatore di aquiloni” che dopo molte critiche e incertezze è stato trasformato in pellicola. Ad alimentare l’attesa per l’uscita de ”Il cacciatore di aquiloni”, oltre all’incredibile successo del romanzo, sono state infatti alcune polemiche che ne hanno accompagnato il debutto in sala negli Usa: i due piccoli protagonisti, Zekiria Ebrahimi e Ahmad Khan Mahmoodzada, sono stati minacciati e costretti ad abbandonare l’Afghanistan insieme alle loro famiglie, mentre la severa censura afgana ha vietato la visione del film in patria, pena la morte.
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