Iniziato il dibattito sullo Statuto regionale
Gli interventi del Presidente Albertoni, del Presidente della Commissione Statuto Adamoli e del relatore Boscagli
In un’Aula gremita e attenta (nessun congedo richiesto), è iniziata questa mattina la “sessione costituente” del Consiglio Regionale della Lombardia. Un solo, importante punto all’ordine del giorno: lo “Statuto d’autonomia della Lombardia”, approvato lo scorso mercoledì dalla Commissione speciale.
Ha aperto i lavori il Presidente del Consiglio Regionale, professor Ettore A. Albertoni che ha solennemente sottolineato l’importanza del passaggio assembleare. “La Lombardia avvia oggi una fase storica della propria vita istituzionale – ha affermato il Presidente -. Siamo di fronte al primo adempimento previsto dalla riforma costituzionale del 2001 che, all’articolo 123-I comma, prescrive che ciascuna Regione abbia un suo Statuto che, in armonia con la Costituzione, determini la forma di governo e i principi fondamentali di organizzazione e funzionamento, nonché le regole per l’esercizio del diritto di iniziativa e di referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione”.
Il Presidente Albertoni, legando i provvedimenti e le decisioni del Consiglio Regionale al dibattito costituzionale sulle riforme istituzionali, ha poi rimarcato come la fase costituente debba avere “una profonda consapevolezza di rappresentare un importante momento costituzionale ed istituzionale e non già un mero adempimento amministrativo e burocratico”. Ripercorrendo i venti mesi di attività della Commissione speciale Statuto, il Presidente ha unito il tema dell’autonomia, che lo Statuto oggi in esame definisce, all’applicazione degli articoli 116-III comma e 119–II comma, relativi alla potestà legislativa delle Regioni sulle materie concorrenti e alla richiesta del cosiddetto federalismo fiscale. “L’attuazione piena e compiuta dell’autonomia statutaria lombarda – ha sottolineato Albertoni – attraverso l’elaborazione e l’approvazione di uno Statuto nuovo ed in armonia con la Costituzione riformata va inquadrata, come è avvenuto in questo Consiglio Regionale, nell’ambito complessivo di una riforma che investe certamente ed in modo complessivo la Regione Lombardia, che ha già segnato tappe importanti con la richiesta al Governo nazionale di forme di autonomia per 12 materie, ai sensi dell’articolo 116-III comma della Costituzione, e con la richiesta di attuazione del cosiddetto federalismo fiscale, ai sensi dell’articolo 119”.
Il Presidente della Commissione Statuto Giuseppe Adamoli ha evidenziato il carattere innovativo del testo: “Si tratta di uno Statuto che non lascerà le cose come stanno: approviamo lo Statuto d’autonomia della Lombardia. In questi mesi c’è stata una mobilitazione importante in molte istituzioni, movimenti, organizzazioni che abbiamo ascoltato e di cui abbiamo recepito la gran parte dei contributi offerti. L’idea è che le politiche regionali debbano essere il risultato di un concorso partecipato di soggettività diverse in un clima culturale di pluralismo”. Altro elemento fondamentale, secondo Adamoli, è stato lo spirito bipartisan: “Ha prevalso nella nomina del Presidente, dell’Ufficio di Presidenza, ha contrassegnato i nostri lavori con un ottimismo della volontà che ci ha fatto superare momenti di difficoltà e di sfiducia. L’intesa sul federalismo differenziato e sul federalismo fiscale, oltre che sulle infrastrutture, per quanto non sempre suffragata da un voto unanime, ha rappresentato l’alveo nel quale la costruzione statutaria ha potuto scorrere senza intoppi insormontabili”. Approvare un nuovo Statuto, ha aggiunto Adamoli, era necessario perché “quello attualmente in vigore non riflette più l’evoluzione costituzionale, ancor meno i poteri reali delle Regioni e ancor meno la struttura delle relazioni fra Stato, Regioni e sistema delle autonomie. Per questo lo Statuto nuovo non può essere e non sarà incolore ed indolore rispetto a metodologie, prassi, comportamenti che si sono consolidati fuori di una regola statutaria divenuta col tempo vecchia e quasi inservibile. Ogni testo statutario nasce da un’idea, o meglio da un insieme di idee, che si fanno carico del contesto istituzionale nel quale si inseriscono e dal quale non possono prescindere”.
Sulla scelta dell’elezione diretta del Presidente della Giunta Adamoli ha spiegato: “Una larghissima parte della Commissione è andata in direzione del mantenimento dello status quo ma nel contempo si è scelto un rafforzamento robusto del Consiglio regionale nel quale risiede pur sempre la sovranità popolare della Regione. Proprio l’istituzione di una Commissione di garanzia statutaria rientra nell’ottica della stabilità dell’Esecutivo e dell’Assemblea, come strumento di garanzia per la buona legislazione ed amministrazione”. “Non so se faremo in tempo ad approvare il Regolamento che rappresenta il terzo punto del nostro impegno programmatico – ha detto Adamoli – ma mi auguro saremo in grado di elaborare ed approvare la Legge elettorale. I tempi potrebbero essere strettissimi ma possiamo riuscirci. Si tratta di una legge ordinaria i cui punti salienti ho già presentato in Commissione”.
Presentando il testo del nuovo Statuto, il relatore del provvedimento Giulio Boscagli, capogruppo di Forza Italia, ha evidenziato come ci si trovi davanti “a un testo snello, che riflette appieno il pragmatismo lombardo, ma che nel contempo enuncia in modo chiaro alcuni principi fondamentali e irrinunciabili. Alla base del nuovo Statuto regionale –ha detto Boscagli– stanno il pieno riconoscimento e la piena valorizzazione della dignità della persona umana, che sono i pilastri della società lombarda nella sua interezza. Il principio ispiratore che si riflette in ogni articolo dello Statuto è quello della sussidiarietà, che non è un concetto astratto ma è il fondamento di ogni “buon governo”, e che dà vita ad una amministrazione realmente al servizio del cittadino, favorendo e incentivando la partecipazione, la responsabilità, l’autonomia e la libera iniziativa, cardini autentici di ogni sana società civile”.
Boscagli ha quindi sottolineato in particolar modo, tra gli altri punti, il riconoscimento della centralità della famiglia e del ruolo dell’impresa, evidenziando infine come “questo Statuto assegna più poteri e competenze al Consiglio Regionale soprattutto in termini di indirizzo e di controllo, senza però ostacolare o appesantire l’azione di Governo della Giunta”.
Prima di dare inizio alla discussione generale, il Presidente del Consiglio Albertoni ha ceduto la parola al Presidente della Regione Roberto Formigoni: “Durante questi lavori costituenti, io e la mia Giunta abbiamo mantenuto una distanza rispettosa delle prerogative e dell’autonomia del Consiglio Regionale –ha detto Formigoni- seguendoli però con grande attenzione e apprezzando vivamente l’operato della Commissione. Oggi sottoponiamo al voto dell’Aula un testo innovativo, che supera la logica della contrapposizione e che si basa sul metodo del confronto e del dialogo, specchio fedele dell’azione politica che abbiamo inaugurato con successo in Lombardia. Il partenariato, l’innovazione, la semplificazione e la sussidiarietà sono le parole chiave del nuovo Statuto, così come la libertà di scelta, introdotta per la prima volta da noi nella gestione della sanità lombarda e che oggi diventa principio generale e ispiratore di tutti i servizi. Adottando questo nuovo testo -ha concluso Formigoni– il Consiglio Regionale della Lombardia assume ora a tutti gli effetti i connotati di un vero parlamento, in linea con il ruolo di grande protagonista che la nostra Regione già riveste in Italia e nel mondo”.
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