Inquinamento, da due settimane c’è aria di Pm10
Gallarate, Busto, Saronno, da 12 giorni anche tre volte oltre i limiti: Regione e Comuni, nessuno sembra però fare niente. Il blocco del traffico rinviato a data da destinarsi
E dodici. Sono i giorni consecutivi di superamento del limite consentito di pm10 nell’aria registrato dalle centraline dell’Arpa nelle città monitorate in provincia di Varese. Nessuno però
sembra fare nulla: la Regione non ha trovato l’accordo con le amministrazioni e non ha imposto il blocco del traffico, unica quanto poco utile soluzione per arginare il proliferare di polveri sottili inquinanti nell’aria. Il Pirellone ha lasciato mano libera ai Comuni, che però aspettano, progettano l’apertura di tavoli territoriali e pensano a soluzioni drastiche senza però intervenire. «Il blocco dei veicoli è nell’aria – dicono da Gallarate, la città del Varesotto che fa registrare i risultati peggiori -, aspettiamo a prossima settimana e intanto speriamo piova, sarebbe un toccasana». I dati diffusi dall’Arpa Lombardia fanno paura: a Ferno, Saronno, Busto Arsizio e Gallarate i 35 giorni all’anno di superamento dei limiti (50 microgrammi di pm10 per metro cubo d’aria) sono già stati raggiunti e superati. I livelli sono ormai da due settimane di tre volte oltre i limiti: a Gallarate ieri, venerdì 29 febbraio, la centralina di piazza san Lorenzo ha fatto segnare 136 microgrammi di pm10 per ogni metro cubo d’aria, quella di Saronno 134, quella di Ferno 139, quella di Busto Arsizio 123. I picchi arrivano fino a 182 microgrammi per metro cubo d’aria, con venerdì 22 febbraio ad avere il poco onorevole “premio” di giorno più inquinato, almeno finora.
Sì, perché se è vero che la morfologia del territorio e il clima non aiutano, è anche vero che le contromisure sono poche e spesso troppo morbide. Non bastano i blocchi del traffico nei week-end, anche perché i sabati e le domeniche, dati alla mano, non sono i giorni di picco delle polveri sottili nell’aria. Lo afferma il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza che accusa:
«Questi interventi “lampo” non sanano, ma neanche tamponano, una situazione imputabile sostanzialmente al trasporto stradale. La questione dell’inquinamento dell’aria in città è legata a doppio filo a quella della mobilità – spiega il numero uno dell’associazione ambientalista -. Occorrono interventi strutturali che riducano le auto in circolazione, dando la possibilità ai cittadini di muoversi diversamente, mentre il tasso di motorizzazione in Italia continua a salire con una media di 62 auto ogni 100 abitanti. Servono più mezzi pubblici, dall’autobus al tram, al treno metropolitano, car-sharing, taxi collettivi, piste ciclabili, incentivati con sistemi di penalità come il road pricing».
A livello nazionale la situazione non è migliore. In due mesi già 17 città sono fuorilegge e altre 16 seguiranno a breve. Legambiente ha comunicato i risultati della campagna ”Pm10 ti tengo d’occhio”: 80 le città controllate a gennaio e febbraio, maglia nera a Frosinone con 45 giorni di superamento dei limiti, seguiti da Modena e Lucca (44 giorni di superamento), Reggio Emilia e Vicenza (43), Sondrio e Venezia (42), Cesena (41), Como e Torino (40), Brescia, Milano, Padova, e Treviso (39), Pescara e Terni (37), Mantova (36). Ma la lista è ancora lunga. Altre 16 città si trovano tra i 30 e i 35 superamenti rischiando tra qualche giorno di aggiungersi alle prime 17: Firenze è a 34, Napoli a 31 e Roma a 28. C’è poco da stare allegri.
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