Lamentele e disservizi: in Regione “sentite” le Poste

Al via il progetto di riorganizzazione delle poste in Lombardia. Da gennaio sul territorio assunti 260 nuovi portalettere

“Il tempo delle promesse è finito, occorre ora avere il coraggio e la responsabilità di fare davvero chiarezza e dire le cose come stanno: non serve ripetere oggi quanto già abbiamo detto un anno fa, bisogna solo portare risposte concrete. Altrimenti meglio dire apertamente che non si è in grado di garantire il servizio. Regione Lombardia non farà più sconti, stavolta la nostra vigilanza sarà assidua e non esiteremo a denunciare ai cittadini le inefficienze del sistema postale lombardo e italiano”. Così il Presidente della Commissione Bilancio Rosy Mauro (Lega Nord) ha esortato i vertici lombardi di Poste Italiane intervenuti stamattina in Commissione Bilancio, prendendo spunto anche dai recenti servizi televisivi che denunciavano la situazione delle poste in Italia: 160 tonnellate di corrispondenza giacente nei depositi di Milano Roserio sarebbero andate al macero nei primi 15 giorni di febbraio, le tratte ritardatarie sono passate dalle 95 del 2003 alle 194 del 2006, la cause dei dipendenti contro Poste Italiane Spa per mancata assunzione sono in costante aumento e hanno superato i 37mila casi, nonostante un utile di bilancio dell’azienda di 675 milioni di euro.

L’audizione dei vertici delle Poste lombarde era stata richiesta nelle scorse settimane da Luca Gaffuri (Gruppo PD) con l’obiettivo di capire le ragioni per le quali in Lombardia da mesi vengono segnalati continui e gravi disservizi nella distribuzione della corrispondenza.

La presidente Rosy Mauro ha posto in particolare l’attenzione sulla situazione dei portalettere: “La scelta di risparmiare sulle assunzioni dei portalettere –ha detto- è fortemente sbagliata. Al risparmio contrattuale fanno seguito infatti danni e disservizi notevoli, e il continuo turn-over mensile dei portalettere non consente loro di conoscere e impratichirsi della zona di competenza. Se si fanno investimenti, meglio farli prima su questo fronte che farli altrove”.

Ritardi di due-tre mesi nella consegna della posta, code crescenti agli sportelli sono stati denunciati da Luca Gaffuri (Gruppo PD), che ha fatto esplicito riferimento alla situazione critica della bassa comasca. “Senza trascurare –ha aggiunto Gaffuri- che al peggioramento del servizio corrisponde paradossalmente un aumento dei costi: sono state eliminate le stampe per la corrispondenza delle associazioni con un incremento della spesa del 158%, costa di più spedire i pacchi postali, e i tempi non vengono mai rispettati. I cittadini pagano per un servizio che nei fatti poi non viene reso”.

“La situazione è inaccettabile”, gli ha fatto eco il Consigliere Segretario Battista Bonfanti (indipendente Gruppo PD), che rivolgendosi ai vertici delle Poste lombarde ha aggiunto: “Se non siete in grado di recapitare regolarmente la posta e avete problemi in questo senso, non serve più nascondersi: ditelo chiaramente e assumetevene la responsabilità. E’ grave continuare a spendere soldi pubblici per investimenti che poi, concretamente, non servono a nulla: sono soldi sprecati, e il contribuente merita più rispetto”.

Critico anche l’intervento del Consigliere regionale della Lega Nord Fabrizio Cecchetti: “Poste Italiane riceve un contributo annuo statale di 400 milioni di euro, in Lombardia si smista un terzo della corrispondenza nazionale, ma c’è la situazione più critica.  In particolar modo a non essere protette sono le fasce deboli, gli anziani e i residenti in quartieri degradati o Comuni montani, coloro che non possono accedere regolarmente ai servizi informatici e che contano solo sulla regolarità della consegna a domicilio. Bene nuovi investimenti tecnologici, ma i servizi primari ed essenziali devono essere tenuti in considerazione prioritaria”.

A rispondere alle pressanti richieste e sollecitazioni dei Consiglieri regionali erano presenti in Commissione il Direttore regionale di Poste Italiane Gino Frastalli e il responsabile dell’Area logistica-territoriale Rosario Fava.

“I ritardi denunciati –ha evidenziato Frastalli- sono stati dovuti alla contemporaneità di alcuni fattori negativi come lo sciopero degli autotrasportatori, l’avvio del nuovo progetto di riorganizzazione interna e lo sciopero dei dipendenti per gli straordinari, ma ora la situazione sta tornando sotto controllo e si è normalizzata. A dicembre ha preso il via il “Progetto logistico Area Milano” con forti investimenti sia in campo tecnologico che strutturale e siamo convinti che a breve se ne vedranno i frutti. Siamo contenti della collaborazione instaurata con la Regione Lombardia, il nostro impegno è costante e siamo convinti che riusciremo a rispettare gli impegni presi”.

Sulla situazione del personale è invece intervenuto Fava: “Ad inizio anno abbiamo assunto altri 260 portalettere che si vanno ad aggiungere ai 6mila già stabilizzati, senza trascurare che per far rientrare la situazione nella normalità abbiamo messo a disposizione personale flessibile per altre 1500 unità. Stiamo inoltre predisponendo nuovi casellari per facilitare il lavoro dei portalettere con indicazioni precise e particolareggiate su toponomastica e cartografia delle zone di competenza di ciascuno”.

In conclusione la presidente Rosy Mauro ha annunciato entro l’estate una nuova audizione per verificare quanto agli impegni assunti e annunciati questa mattina da Poste Italiane corrispondano poi effettivamente fatti e risposte concrete. “Vigileremo attentamente –ha garantito la Mauro- stavolta non concederemo più sconti a nessuno: i cittadini hanno diritti sacrosanti che devono essere loro assicurati”.

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Pubblicato il 05 Marzo 2008
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