Quarant’anni fa i primi scontri fra polizia e studenti
Il 25 marzo 1968 segna l’inizio della contestazione che da Milano contagiò il resto d’Italia
25 marzo 1968: una data importante non solo per Milano: è il primo grave scontro di piazza tra studenti e polizia davanti all’ Università Cattolica. Da qui nacque la contestazione studentesca che si propagò nel resto d’Italia. La Repubblica di oggi, 25 marzo, dedica un articolo ai reportage di Giancarlo De Bellis, che racconta il ‘68 visto dalla sua macchina fotografica: gli scontri, gli slogan, la spinta al cambiamento, la rabbia di una generazione che vuole prendere in mano il presente, il futuro. “Vogliamo pensare” fotografava De Bellis, non una semplice immagine di un cartello ma uno scatto che è un simbolo, una testimonianza della consapevolezza di una generazione di studenti che ha voluto riappropriarsi dell’università.
Quegli scatti parlano degli scontri che coinvolsero decine di persone: i feriti furono 53.
De Bellis non è stato solo uno spettatore dei cortei studenteschi ma un interlocutore dei capi del movimento, in particolare di Mario Capanna, leader di allora dell’Università Cattolica di Milano, passato poi alla Statale e coordinatore delle lotte del movimento studentesco in tutta Italia.
Un anniversario che ci riporta a quello che è stato il ’68 in Italia, le cui immagini non dovrebbero rimanere opachi fotogrammi ma ricordi di un’ondata di contestazione di grande forza tesa a denunciare il malessere sociale profondo dovuto al fatto che il boom economico italiano e la crescita della borghesia non furono accompagnati da un adeguato aumento del livello sociale ed economico delle classi più basse né tantomeno da una crescita culturale e da un vero e proprio sviluppo della nazione.
“Modernizzazione senza sviluppo” denunciava Pasolini guardando un paese attraversato da una grande crescita economica ma senza una vera coscienza sociale, senza una classe operaia consapevole, senza un uso intelligente della cultura.
Il ‘ 68, pur pieno di contraddizioni, portò l’Italia ad unirsi a un grande movimento europeo e internazionale e a un clima di fermento sociale e intellettuale che riuscì, se non a sovvertire un modello sociale ed economico avvertito come ingiusto e soffocante, per lo meno a farlo vacillare, a porre in discussione le basi della “ cultura ufficiale”.
E’ il primo grave scontro di piazza tra studenti e polizia. Il movimento studentesco si scontrerà diverse volte con le forze dell’ordine e Capanna fu quasi linciato da giovani appartenenti al Movimento sociale italiano. A Parigi, poco dopo, il 7 Maggio, 7000 studenti si scontreranno con la polizia: una prova di forza che resterà un esempio per i contestatori di tutta Europa.
A distanza di 40 anni, degli scontri violenti tra studenti e polizia, al di là della condanna della violenza, rimane una testimonianza dell’impegno attivo per democratizzare le strutture della scuola e migliorare la collaborazione tra scuola e società.
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