Vengono da Novara le scarpe del Papa
A realizzarle è Adriano Stefanelli, "calzolaio per passione": le sue calzature sono diventate famose in tutto il mondo
Ha fatto le scarpe al Papa. Ma non in senso figurato: materialmente. Vengono infatti da Novara le scarpe con tanto di iniziali indossate da Benedetto XVI: le produce Adriano Stefanelli, conosciuto ormai come il calzolaio papale, che da cinque anni almeno una volta all’anno porta a Roma i suoi capolavori artigianali realizzati rigorosamente e interamente a mano, in morbida pelle rossa, senza cuciture. Martedì scorso l’artigiano ha consegnato al Papa i nuovi modelli: accanto alle scarpe "tradizionali", ne ha realizzate un paio con le iniziali di colore rosso acceso, quasi bordeaux. Una sorpresa che “il Papa ha particolarmente gradito" dice Stefanelli. "Un modello appositamente studiato per le grandi occasioni, le iniziali sono piccole ed eleganti… niente di kitsch o di pacchiano insomma”. Assieme alle scarpe con le iniziali, Stefanelli ha consegnato al Papa anche un paio di comode ciabatte da casa, rigorosamente rosse e in morbida pelle di capretto, anche queste molto gradite.
Le calzature realizzate dll’artigiano novarese sono rapidamente diventate molto in. “Mi scrivono dalla Germania, dalla Svizzera ma anche dagli Stati Uniti" racconta Stefanelli, ormai noto grazie agli articoli di giornale e ai servizi delle televisioni di mezzo mondo. In tanti vorrebbero un paio di scarpe come quelle del Papa, "ma come si fa ad accontentare tutti? Del resto, io lavoro per passione, sono un commerciante e le scarpe le confeziono nel tempo libero”. Il valore commerciale delle scarpe è molto alto, vista la produzione limitata e la clientela stra-vip, ma Stefanelli non cita cifre – inoltre le sue scarpe preferisce regalarle, "perché a volte la passione paga più del denaro". L’artigiano continua a lavorare come calzolaio nel tempo libero, nel suo retrobottega di Corso Cavour, in centro a Novara. Il Papa non è il suo unico cliente vip: oltre che a Sua Santità, ha fornito eccellenti calzature anche al Patriarca ortodosso di Mosca, a un premio Nobel, alla Ferrari e di recente a Miss Italia Silvia Battisti, protagonista ad Orta di una serata di beneficenza organizzata dal Consorzio Cusio Turismo.
Le relazioni di Stefanelli con il Vaticano hanno avuto inizio nel 2003, quando, assistendo in tv alla Via Crucis, vide Giovanni Paolo II malfermo e sofferente, e decise di confezionargli un paio di scarpe: era quello che sapeva fare, il suo contributo di artigiano per venire in qualche modo incontro ai problemi dell’anziano pontefice. Da allora Stefanelli non si è fermato più. Morto un Papa se ne fa un altro, dice il proverbio, e anche quest’altro avrà bisogno di scarpe comode come ogni altro cristiano. Tanto erano piaciute le calzature di Stefanelli che il segretario particolare del pontefice gli chiese se voleva continuare a realizzarle anche per Benedetto XVI: una richiesta accettata con entusiasmo. Ne sono seguiti fama e successo: delle scarpe papali si è scritto su giornali di tutto il mondo. Il mensile statunitense Esquire le ha elette “accessorio dell’anno”, mentre il tedesco Stern, confutando una sottile polemica nel Paese d’origine del pontefice, ha potuto smentire presentandole ai lettori che il Papa… calzasse Prada, ingenerando un equivoco "diabolico" con il titolo di un noto film.
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