Cause naturali dietro la morte della badante ucraina
L'autopsia risolve il giallo di via Giotto. La donna sarebbe morta per emorragia interna. Liberato il 73enne che la ospitava in casa
Marharyta Dyrda, la donna ucraina trovata morta in casa di G.S., un 73enne residente in via Giotto a Gallarate, ieri, 28 aprile, sarebbe morta per cause naturali. A rivelarlo è l’esame autoptico eseguito sul corpo della donna disposto dal magistrato Valentina Margio. Secondo la prima ricostruzione, infatti, sembrava che la donna avesse segni di colluttazione sul corpo ma l’esame ha rivelato che la quarantenne soffriva da tempo di una cirrosi non curata e che l’ha portata alla morte per emorragia interna. A far ipotizzare una colluttazione erano stati i segni sul collo della donna che, per stessa ammissione di G.S., sarebbero la conseguenza di uno strattonamento da parte dell’anziano arrabbiatosi, non capendo inizialmente la gravità della situazione, perchè l’ucraina avrebbe vomitato nel letto.
Dunque l’uomo, un pensionato che spesso si accompagnava con donne dell’Est, è stato immediatamente rilasciato dopo che il magistrato ne aveva disposto il fermo in un primo momento a causa di alcune incongruenze nel suo racconto di come si sono svolti i fatti, probabilmente a causa dello shock. Il riconoscimento della salma è stato effettuato da un’amica della donna, la quale aveva già lavorato come badante presso un anziano a Cassano Magnago. I parenti in Ucraina non sono ancora giunti in Italia e solo nei prossimi giorni si potrà sapere se la salma verrà portata nel paese d’origine.
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