Fassino: “Veltroni sta rimontando, ce la possiamo fare”

Entusiasmo in casa Pd, l'ex segretario Ds accolto con calore e tra i militanti si vive il sogno di colpo a sorpresa

Lui, al Nord che vince e vota centrosinistra, ci credeva già nel 2001. Quando Rutelli era cauto e la coalizione lo mandò a fare il giro delle sette chiese tra le fabbrichette della Lombardia e del Veneto. Non venitelo a dire a Piero Fassino, allora, che il Partito Democratico è vivo e sta suscitando entusiasmo. Comunque vada è palpabile che il Pd abbia riattivato la voglia di uscire allo scoperto di tanta gente. Uscita dal complesso della minoranza sfiduciata, e che ha cominciato a riempire i teatri e le piazze come non si era mai visto dall’inizio dell’era Bossi a oggi. Mario Aspesi, il candidato alla presidenza della provincia, raccontava ieri che, a differenza del 2007, non riesce a stare dietro agli inviti dei circoli nati in questi mesi.  Veltroni ha fatto il record di presenza a Varese, con i suoi 3mila in piazza. La stessa piazza che Formigoni e La Russa, pur con un buon risultato, hanno riempito con 600 persone. (e Bossi lunedì sera ne ha fatti altrettanto).

Dunque, il risultato relativo, c’è già stato, e se Veltroni farà il 35% come partito la sua rivoluzione sarà consolidata. Ma c’è anche aria di rimonta in casa Pd, vera o esibita che sia, e Fassino dice di crederci. “Veltroni ha sempre avuto in mano il pallino di questa campagna elettorale – dice alla gente – costringendo gli avversari sempre a inseguire e quando Berlusconi ha cercato di rilanciare, come ha fatto su Malpensa, ha improvvisato con risultati pasticciati. Siamo a una incollatura – spiega ai giornalisti –  i sondaggi dicono che abbiamo recuperato e che abbiamo pochi seggi di scarto al senato ma con tante variabili tutte da verificare”.

A Gallarate, il teatro Condominio è zeppo di gente, e Fassino incalza: “Dobbiamo convincere quella parte di italiani che non vivono la politica come interesse quotidiano, in quella fascia di elettori esperti, per carità, siamo già maggioranza, figuriamoci, sono quelli  che notano subito la differenza che c’è tra la Finocchiaro e la Brambilla”. Il pubblico applaude e ride di gusto: “Ma ora dobbiamo convincere quelli che vivono la politica solo in maniera marginale – e con questo non voglio dare alcun giudizio perchè ognuno è libero di organizzare la propria vita come vuole –  e dobbiamo farlo cercando di parlare dei problemi quotidiani della gente”.
Fassino è piaciuto ai suoi militanti. Politico colto, misurato, ha lasciato un ruolo di comando per tornare a fare il dirigente semplice, e la gente del Pd lo apprezza per questo gesto raro di signorilità politica.
La stampa però è curiosa e gli chiede di Malpensa: “Si è tardato a separare il destino di Alitalia da quello dell’aeroporto, ma il mercato va verso una liberalizzazione e la crescita dei vettori pone Malpensa nelle condizioni di vivere, va però resa più effiente, vanno completati i collegamenti auto e treno e trovato un equilibrio nel nord perché da Torino a Trieste ci sono 9 aeroporti, comunque in questo momento difficile il governo Prodi ha stanziato misure e denaro per sostenere i lavoratori in difficoltà”.
E il nord? “E un luogo comune che sia solo di centrodestra, noi governiamo regioni come il Piemonte e il Friuli, e comuni come Bergamo e Brescia, certo il nord è più esigente verso la politica perché qui sono più forti valori come l’efficienza e la competitività, ma questa è proprio la sfida che abbiamo accettato facendo nascere il partito democratico”.

Ai militanti, poi, racconta che il Pd ha semplificato il panorama politico, che ha costretto i partiti a unirsi e che nel prossimo parlamento avremo solo cinque gruppi. E i fucili? “Noi li abbiamo presi 60 anni fa, ed è bastato per ridare libertà e democrazia a questo paese”.

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Pubblicato il 08 Aprile 2008
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