Il Varese ovale retrocede “ma non perde il buonumore”

Il presidente Bulgheroni fa il punto dopo la partita che ha condannato i biancorossi alla serie C. «Sia l'inizio di una nuova risalita: la nostra filosofia non cambia»

Si è consumato domenica pomeriggio sul bel campo centrale di Calvisano il giorno più brutto dell’anno per il Rugby Varese. Davanti agli occhi dell’ex azzurro Paul Griffen, presente in tribuna, i ragazzi di Tallarino e Borghetti hanno perso con onore contro la seconda forza della serie B girone A e soprattutto sono retrocessi in C dopo quattro stagioni. Complice della caduta il Lumezzane, diretto avversario dei biancorossi nella lotta salvezza, che vincente contro il Velate ha staccato irrimediabilmente il Varese.

«È stato un anno un po’ sfortunato» ammette il presidente biancorosso, Gianantonio Bulgheroni (nella foto, sul campo di gioco), che molti ricordano valente playmaker sui campi di basket di serie A con la maglia della Cagiva. «La preparazione al campionato è iniziata tardi, abbiamo faticato ad entrare in forma e, anche a causa di tante partite consecutive, la squadra ha subito parecchi infortuni. Tutto questo però non lo dico per cercare alibi: abbiamo perso più di una partita che avremmo potuto vincere e alla lunga abbiamo pagato certi errori».
Un risultato che non incrina certo lo spirito del presidente e, di conseguenza, di tutta la società che ha il proprio "feudo" a Giubiano. «Ora dobbiamo prendere questa retrocessione come se fosse un punto di partenza – sottolinea Bulgheroni – Varese dovrà ripartire dai giovani, dare un po’ di ricambio generazionale a una squadra che è più o meno la stessa da cinque anni e provare con serenità e senza assilli a risalire subito in B».
Per la verità bisogna dire che il Varese ha anche pagato cari quattro punti di penalità, presi per… aver valorizzato il vivaio, schierando una giovanile con le insegne del Tradate. Bulgheroni però, preferisce soprassedere: «Quella è una decisione che non condividiamo, però non è giusto aggrapparci alla penalità per spiegare la retrocessione. I motivi di una stagione sotto tono sono quelli che ho già spiegato».

La filosofia del club, promette il presidente, non cambierà. «Esatto: la squadra sarà ancora formata da amatori. Ragazzi comunque validi che in questa stagione hanno affrontato a testa alta squadre con giocatori semiprofessionisti e società che hanno budget importanti. Ripeto, tra i nostri 260 tesserati abbiamo giovani molto validi: alcuni dell’under 19 potranno già far parte della prima squadra, quelli dell’under 17 sono spesso "sotto osservazione" da parte delle selezioni federali. Insomma, il movimento ci darà una marcia in più per proseguire nell’avventura del Rugby Varese». E a guidare la prima squadra dovrebbe essere sempre l’accoppiata formata da Massimo Tallarino e Alessandro Borghetti, anche se di questo si parlerà dopo il termine del campionato, con l’ultimo match previsto per domenica prossima 27 aprile al "Levi".

Intanto la società sta già organizzando l’appuntamento extrasportivo più atteso dell’anno, la "Festa del rugby" in programma il 30 e 31 maggio. «I risultati sportivi non intaccano minimamente né il nostro buonumore, né tutto ciò che ruota intorno al Varese, a partire proprio dalla festa» promette Bulgheroni. Appuntamento dunque a Giubiano a fine maggio: tra un boccale di birra, una salamella e una felpa "101% Rugby Varese" sarà già ora di pensare all’annata del rilancio.

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Pubblicato il 22 Aprile 2008
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