“Impegnarsi per il bene comune”

Lettera aperta alle forze politiche daparte dell'Arci varesina

Riceviamo e pubblichiamo

In occasione delle elezioni politiche e amministrative, ancora una volta l’arci sente il diritto e il dovere di confrontarsi con le forze politiche in campo.

Da un parte, infatti, se l’arci rivendica la propria autonomia rispetto ad un’ottica partitica, dall’altra incentra il suo agire per far emergere e raccordare  tutto ciò di cui la Politica pare non accorgersi: le istanze dei movimenti e della  società civile, le esigenze dei cittadini , le trasformazioni della società.

L’arci, come altre associazioni e organizzazioni ,vuole incidere nelle scelte politiche perché è essa stessa soggetto politico , in quanto espressione di impegno sociale, di difesa dei diritti umani e civili, di diffusione della cultura, di creazione di servizi.

L’Italia ha ancora bisogno di un progetto che pianifichi un profondo cambiamento nel mondo dei diritti, del lavoro, della cultura e deve diventare un paese moderno che sappia attuare un’onesta e reale mediazione fra i molteplici bisogni e i diversi interessi presenti nella società.

L’arci chiede perciò alla politica di non allontanarsi dalla gente ma di concretare un’ azione corale di impegno civile e di amalgamare le libertà individuali  con le responsabilità collettive.

La realizzazione di questi obiettivi è nel grande sogno dell’arci perché rappresentano la naturale vocazione dell’associazione che per essi si batte. L’arci si propone quindi come casa comune e “compagno di viaggio” per tutte quelle forze politiche che intendono percorrere la stessa strada affinché il sogno diventi concretezza .

 

Un Paese in difficoltà

L’Italia che si appresta a tornare alle urne il 13 aprile, a soli due anni dalle ultime elezioni politiche, vive una fase di grande incertezza e una situazione pesante sul piano delle relazioni economiche, sociali, culturali: un Paese frammentato, privo di identità collettiva, incapace di coniugare crescita economica e sviluppo sociale.

La precarietà del lavoro e la difficoltà delle condizioni di vita di tante persone, il degrado ambientale, l’aumento dell’insicurezza individuale e collettiva, il senso di impotenza di fronte alla burocrazia alimentano la percezione di una tendenza al peggio. Cresce la solitudine degli individui, si allentano i legami sociali, rischia di smarrirsi il senso della comunità, della solidarietà, della cultura civile.

L’aggressività diventa elemento dominante nelle relazioni pubbliche di un Paese diviso e litigioso, condizionato dai media e disilluso verso le istituzioni. La politica fa sempre più fatica a svolgere la sua funzione di mediazione degli interessi particolari in nome del bene comune, ad offrire alle persone un orizzonte di senso, un’interpretazione del presente e un’idea di futuro in cui riporre fiducia.

La fine anticipata della legislatura lascia irrisolti quasi tutti i grandi problemi che si sarebbero dovuti affrontare. Non si sono fatte le riforme istituzionali indispensabili per garantire maggiore stabilità e governabilità al Paese; si sono arenati importanti provvedimenti di legge già in discussione nel Parlamento; subisce un pesante arretramento l’azione del Governo in politica estera, che stava restituendo autorevolezza e dignità all’Italia sulla scena internazionale.

Interessi di parte e calcoli elettorali hanno prevalso sull’interesse generale del Paese proprio nel momento in cui il Governo avrebbe potuto iniziare a raccogliere i frutti del lavoro di risanamento fin qui fatto ed avviare una fase espansiva, con la ridistribuzione delle risorse a favore dei redditi più bassi e il potenziamento del sistema di welfare.

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Rigenerare la politica – I have a dream…che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni:noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali – M.L.King, 28 agosto 1963

Il governo dell’Unione, che solo due anni fa aveva suscitato aspettativa e fiducia, ha perso progressivamente credibilità e consenso, fino ad esaurire le stesse condizioni politiche per la prosecuzione della legislatura.

Un fallimento sul quale hanno pesato la paradossale situazione degli equilibri parlamentari, l’eccessiva frammentazione e litigiosità del centrosinistra, il potere di ricatto di piccoli partiti che spesso si sono rivelati lobby personali, ma anche le resistenze fortissime di poteri e corporazioni che si sono opposti al rinnovamento.

A queste difficoltà si sarebbe dovuto contrapporre la capacità di scelte più nette, la visibilità di un progetto di lungo respiro, soprattutto un più forte legame col Paese reale, i lavoratori, le organizzazioni della società civile. Il centrosinistra ha fatto invece fatica a tenere insieme azione di governo e mobilitazione sociale, ed ha visto progressivamente indebolirsi il legame con la sua stessa base elettorale.

E’ il prodotto inevitabile di una concezione della politica condizionata dalle trasformazioni epocali che stiamo attraversando, che invece di allargare gli spazi democratici tende a chiudersi nella dimensione  istituzionale e ad allontanarsi dai problemi reali delle persone; una politica tutta protesa alla rincorsa dei sondaggi, intenta a cercare il rapporto con la cittadinanza attraverso i media piuttosto che a coltivarlo negli spazi di partecipazione e di confronto.

Tendenze che ritroviamo anche in questi giorni in una campagna elettorale spesso caratterizzata da toni populisti e da programmi eccessivamente generici, in cui gli slogan accattivanti ma scarsamente realistici prevalgono sui contenuti.

La prospettiva di un nuovo rapporto fra politica e società è la vera posta in gioco di queste elezioni. Per riconquistare la fiducia del Paese è necessario che candidati e programmi sappiano rappresentare l’idea di una politica nuova, che recupera la sua dimensione etica e di servizio, suscita partecipazione e impegno civile diffuso, torna ad essere strumento collettivo per il cambiamento.

La partecipazione della cittadinanza organizzata è spinta indispensabile per il cambiamento di rotta. È necessario che la politica sappia riconoscere la funzione fondamentale di coesione sociale e di progettualità civica assolta dalle organizzazioni del volontariato, dell’associazionismo e del terzo settore. Le trasformazioni in atto sono muteranno  il rapporto di questo mondo con la politica, chiamandolo a nuove ed alte responsabilità. Non serve al Paese un associazionismo frammentato e corporativo, collaterale e subalterno alla politica; è invece prezioso il contributo leale e costruttivo di un associazionismo veramente autonomo, capace di esprimere rappresentanza sociale e  proposte.

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L’Arci e i partiti People have the power- Il potere di sognare, di dettare le regole, di lottare per cacciare dal mondo i folli .Io credo che tutto quello che sogniamo può arrivare e può farci arrivare alla nostra unione. Noi possiamo rivoltare il mondo. Noi possiamo dare il via alla rivoluzione sulla terra. Noi abbiamo il potere – Patti Smith

 

Il progetto dell’Unione, che l’Arci nella sua autonomia aveva scelto di sostenere attivamente, è tramontato insieme al governo Prodi. Oggi il centrosinistra si presenta diviso all’appuntamento del 13 aprile. E’ comunque positivo che la storica frammentazione della sinistra oggi si ricomponga in due grandi aggregazioni. Due proposte politiche distinte, divergenti su punti importanti ma non per questo incompatibili fra loro in prospettiva. Due opzioni che auspichiamo possano esprimersi e competere nel merito dei rispettivi programmi, evitando di vedere proprio nell’ex alleato il principale avversario.

Siamo infatti convinti che un obbiettivo comune a tutto il centrosinistra ancora ci sia: evitare che il Paese torni indietro, contrastare il disegno restauratore di una destra populista, affarista, clericale e antidemocratica; mobilitare le energie sane del Paese, dimostrarsi capaci di voltare pagina e aprire una nuova stagione di cambiamento; offrire una prospettiva credibile ad un’Italia stanca di politicismo ma ancora disponibile alla buona politica. E’ una sfida per tutti.

In questo quadro, l’Arci ribadisce la sua collocazione autonoma, di soggetto indipendente e plurale della sinistra italiana, continuando ad essere – anche in un momento di divisioni fra i partiti – laboratorio unitario, in cui continuare a tenere, nei territori e nelle comunità, il filo di un ragionamento e di un lavoro comune.

Vogliamo concorrere allo sforzo collettivo di ridarsi un pensiero e un progetto partendo dal basso, dai luoghi di vita e di incontro delle persone, dove si devono ricostruire le relazioni sociali, le pratiche di cittadinanza, la discussione pubblica e la responsabilità civile. Facendo dei nostri circoli lo spazio libero di confronto e di impegno collettivo di cittadine e cittadini impegnati per il bene comune.

E anche nella campagna elettorale svolgeremo nei confronti delle forze del centrosinistra un ruolo utile di sostegno e di stimolo, a partire dagli obbiettivi per cui siamo impegnati ogni giorno nella società.

 

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Le nostre proposte – Agitatevi, organizzatevi, studiate – Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la vostra forza. Studiate perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza. – Antonio Gramsci, aprile 1919

Vogliamo un Paese che non separi l’obbiettivo dello sviluppo da quello della giustizia sociale e del benessere di tutti i cittadini e le cittadine; che cerchi uno sviluppo sostenibile conciliando solidarietà diritti e produttività, valorizzando il suo capitale umano, la dignità del lavoro, il patrimonio culturale e ambientale, la qualità della vita, la coesione sociale.

Un Paese governato da un nuovo patto di cittadinanza per il bene comune.

 

·        Potenziare e innovare il sistema pubblico di welfare. Un welfare capace di garantire i diritti universali e guardare alla nuova complessità dei soggetti sociali e dei bisogni con un sistema articolato di servizi e di opportunità che ponga al centro le persone, la prevenzione e la promozione sociale.

 

·        Spostare risorse verso la spesa sociale, che non va considerata un costo ma un investimento nel capitale umano e nel futuro dell’Italia. Ridistribuire risorse per superare le diseguaglianze e le condizioni di grave povertà che esistono nel nostro Paese. Definire i livelli essenziali di assistenza, aumentare i fondi per la non autosufficienza, i servizi per l’infanzia e la famiglia.

 

·        Dare centralità al lavoro come base del patto di cittadinanza, fattore di emancipazione e di libertà. Investire sulla piena e buona occupazione. Arginare la precarietà del lavoro, l’uso distorto dei contratti atipici, l’abuso del lavoro a termine e flessibile, il ricorso al lavoro nero. Adottare provvedimenti efficaci per tutelare la sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

·        Garantire efficienza ed equità al sistema fiscale, strumento indispensabile per sostenere le politiche pubbliche di interesse generale. Proseguire la lotta all’evasione e accentuare il carattere progressivo del prelievo fiscale. Riqualificare e moralizzare la spesa pubblica per restituire fiducia ai cittadini ed accrescere l’efficienza e l’efficacia dei servizi.

 

·        Rilanciare le politiche per il diritto alla cultura. Promuovere la crescita culturale diffusa del Paese garantendo ad ogni persona l’accesso alle conoscenze, la formazione permanente, la fruizione dei beni culturali. Favorire lo scambio interculturale. Sostenere la creatività giovanile, le produzioni, i consumi e le attività culturali, anche con la riforma delle leggi di settore per la musica, il cinema, lo spettacolo dal vivo.

 

·        Rafforzare il diritto all’istruzione e il ruolo della scuola pubblica, per una formazione di base che costruisca sapere critico, autonomia e responsabilità nelle nuove generazioni, e promuova l’educazione alla cittadinanza e alla legalità. Investire nella formazione d’eccellenza, nella ricerca, nella qualità delle nostre Università. Valorizzare l’esperienza formativa del Servizio Civile Nazionale garantendo a tutti i ragazzi e le ragazze la possibilità di accedervi.

 

·        Difendere la laicità dello Stato e l’autonomia delle sue istituzioni da ogni ingerenza confessionale. Tutelare la libertà di scelta e di coscienza, l’autonomia di pensiero e l’autodeterminazione delle persone. Promuovere la laicità come valore fondante della democrazia, condizione di agibilità di uno spazio pubblico in cui sappiano convivere nel rispetto reciproco le diverse identità culturali e religiose.

 

·        Estendere i diritti civili e renderli realmente esigibili per tutti e tutte. Garantire uguale dignità e pari opportunità ad ogni cittadino e cittadina, indipendentemente dalle differenze di genere o di orientamento sessuale. Promuovere un’effettiva parità di diritti ed opportunità per le donne nella società italiana. Superare le discriminazioni nei confronti delle forme di convivenza diverse dal matrimonio.

 

·        Varare nuove norme sull’immigrazione per regolarizzare chi già lavora nel nostro Paese e favorire la possibilità di entrarvi legalmente. Attuare efficaci politiche di inclusione per dare agli immigrati la possibilità di esercitare in condizioni di reale uguaglianza diritti e doveri di cittadinanza, compreso l’accesso al voto nelle elezioni amministrative.

 

·        Dare piena attuazione all’articolo 21 della Costituzione. Garantire il diritto ad un’informazione corretta e pluralistica, alla libertà di pensiero e di espressione. Riqualificare il servizio pubblico radiotelevisivo. Riformare le leggi sull’editoria sostenendo i media indipendenti e autogestiti. Favorire l’accesso agli strumenti della comunicazione per le organizzazioni e i temi di rilevanza sociale.

 

·        Valorizzare il ruolo dell’associazionismo. Investire sulla responsabilità delle persone e delle comunità per dare piena attuazione alla democrazia partecipativa e interpretare correttamente il principio di sussidiarietà sancito dalla Costituzione. Dare stabilità e continuità agli strumenti nazionali e regionali di concertazione, coprogettazione e controllo partecipativo con il coinvolgimento del terzo settore.

 

·        Armonizzare le leggi sul terzo settore per rafforzare la dimensione partecipativa, il profilo etico e la qualità sociale del non profit. Incentivare la capacità di produrre sviluppo sociale e buona occupazione nel terzo settore. Assicurare strumenti certi ed efficaci per il sostegno libero e trasparente alle organizzazioni non profit, anche con la stabilizzazione del “5 per mille”.

 

·        Investire nell’ambiente, con un piano energetico nazionale che rispetti il protocollo di Kyoto e sviluppi fonti di energia rinnovabili. Realizzare il ciclo integrato dei rifiuti puntando sulla riduzione, la raccolta differenziata e il riciclaggio. Promuovere i consumi locali e biologici e la mobilità sostenibile. Favorire la partecipazione della cittadinanza alle scelte, la prevenzione e il presidio attivo del territorio.

 

·        Lavorare per la pace e i diritti dei popoli. Aumentare l’impegno dell’Italia nell’azione politica e diplomatica per la composizione pacifica dei conflitti, l’affermazione del diritto internazionale e di un governo democratico e multilaterale del mondo. Attuare scelte coerenti per il disarmo e la smilitarizzazione del territorio. Ridurre le spese militari a vantaggio delle risorse per la cooperazione allo sviluppo.

 

·        Approvare una nuova legge della cooperazione internazionale che valorizzi il ruolo delle Ong, dell’associazionismo e degli Enti Locali a sostegno dell’azione del nostro Paese nella lotta alla povertà e alla miseria nel pianeta, nella costruzione della pace e della giustizia sociale, nella salvaguardia dei diritti umani per tutti riconoscendo il ruolo della società civile globale.

 

·        Garantire la legalità, contro ogni forma di criminalità, di sopraffazione, di violenza, d’ingiustizia, di manifestazioni mafiose, più o meno colluse con i poteri economici e politici.

 

·        Difendere la Costituzione, punto di partenza e di arrivo per lo sviluppo della nostra democrazia.

 

 

L’Arci per le elezioni amministrative e provinciali 2008

 

L’arci da sempre si impegna per la pace, per i diritti , per la giustizia sociale e per la solidarietà mettendo al centro la persona e la partecipazione popolare attraverso i suoi comitati e i suoi circoli , che promuovono e diffondono arte e cultura e che organizzano attività finalizzate all’acquisizione di linguaggi, conoscenze, saperi.

L’arci è quindi parte integrante nel tessuto sociale e civile della provincia perché lavora con le passioni e i bisogni che scaturiscono nella cittadinanza attiva.

L’amministrazione provinciale che ha il compito di erogare servizi, progettare attività formative, occuparsi della tutela dei beni pubblici, non ha dimostrato sufficiente disponibilità a dialogare e collaborare con associazioni e movimenti, a partire da una programmazione culturale integrata frutto del lavoro comune  con le diverse organizzazioni presenti sul territorio .

Investire nell’associazionismo rappresenterebbe invece un arricchimento per le istituzioni e un  rinnovamento per ampliare la democrazia .

Le nostre proposte per un buon governo della provincia:

 

Ø      Tutelare e valorizzare il paesaggio e l’ambiente , patrimonio della comunità e effettuare interventi mirati per ridurre l’inquinamento.

Ø      Sviluppare la cultura e l’arte con eventi e iniziative  artistico- culturali diverse e diffuse , soprattutto a costi contenuti perché la cultura è un diritto di tutti.

Ø      Mettere a disposizione spazi e sedi per le attività culturali, espressive e ricreative giovanili.

Ø      Valorizzare l’educazione e la formazione permanente e ricorrente che agisce contro ogni forma di discriminazione e di solitudine.

Promuovere azioni efficaci e solidali per gli aiuti ad anziani, disabili e stranieri;  contribuire a rivalutare ed ampliare il ruolo ed il lavoro di consultori femminili;  programmare interventi nelle scuole per l’educazione sessuale e per la prevenzione del bullismo. 

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Pubblicato il 10 Aprile 2008
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