L’economia del 2008 rallenta
La congiunturale Univa registra sulla provincia le stesse debolezze del mercato internazionale. In sofferenza particolare tessile e meccanica
Nei primi mesi del 2008 il ciclo economico è ripartito debole.
I fattori di rallentamento che avevano cominciato a manifestarsi negli ultimi mesi del 2007 sono rimasti e hanno dato ricadute sui sistemi economici mondiali: è questa la prima considerazione che emerge dalla relazione congiunturale relativa al primo trimestre 2008 stilata dall’Unione Industriali della Provincia di Varese.
Un periodo durante il quale l’euro non ha rallentato la sua crescita nei confronti del dollaro: col risultato di sfondare nel cambio la barriera di 1,50 dollaro/euro e di toccare quota 1,58 dollaro/euro proprio a fine marzo. Con evidenti ricadute per le imprese, che perdono competitività nei confronti dei concorrenti e riescono a mantenere alto l’export solo diminuendo in continuazione i margini di profitto.
Anche il prezzo del petrolio si è mantenuto al di sopra dei 100 dollari al barile e per i prossimi mesi è previsto il perdurare delle tensioni sui mercati che manterranno alti i prezzi delle materie prime.
Problemi mondiali che hanno effetto anche sulle imprese varesine, costrette a confrontarsi con tutti questi fattori critici che influenzano la struttura dei loro costi e rischiano di comprometterne la competitività. Così, a livello generale, sotto il profilo della produzione, diminuisce il numero di imprese con miglioramenti dei livelli produttivi: il 53% delle imprese del campione ha registrato peggioramenti congiunturali, il 19% una situazione di continuità rispetto alla rilevazione precedente, mentre il 28% ha dichiarato di aver registrato degli aumenti.
In particolare il settore tessile-abbigliamento, che nella rilevazione precedente di Univa aveva visto un miglioramento relativo dei livelli produttivi, ha registrato una nuova frenata: il 67% delle imprese del campione ha dichiarato un peggioramento, a fronte di un 28% che continua, invece, ad aumentare la produzione. Ma anche il settore metalmeccanico, dopo le buone performance e il forte recupero del trimestre precedente, ha registrato peggioramenti congiunturali: il 60% delle imprese del campione segnala dei cali.
Migliora invece il profilo congiunturale del settore chimico e farmaceutico: il 54% delle imprese del campione ha dichiarato un aumento delle produzione, il 33% una situazione di stabilità rispetto al trimestre precedente e solo il 13% ha registrato un peggioramento, contro il 42% del periodo scorso.
Il settore delle materie plastiche continua a presentare livelli produttivi stabili: il 78% del campione ha registrato livelli produttivi invariati.
Sotto il profilo del portafoglio ordini è in diminuzione il numero di imprese con ordini in crescita, passato dal 40% al 26% del campione, mentre il 51% ha registrato un calo nel portafoglio ordini.
Le aspettative produttive per il secondo trimestre 2008 sono ancora orientate a un calo nei livelli produttivi. Circa il 48% si aspetta un peggioramento della produzione, il 43% pensa che i livelli di produzione si manterranno invariati e il 9% prevede un miglioramento. Va comunque rilevata una certa disomogeneità anche sotto il profilo delle aspettative. In particolare i settori chimico, metalmeccanico e tessile prevedono peggioramenti più consistenti, mentre il settore delle materie plastiche risulta maggiormente orientato alla stabilità e aumenta anche la percentuale di imprese che prevedono miglioramenti.
In tema di mercato del lavoro, Nel primo trimestre del 2008, dopo la forte riduzione registrata nell’ultimo trimestre del 2007, sono cresciute le ore autorizzate di Cassa Integrazione Ordinaria nel settore metalmeccanico, che concentra il 36% delle ore autorizzate. E’ aumentato il numero di ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria anche nel settore tessile-abbigliamento, che concentra quasi il 50% del totale delle ore autorizzate, mentre sono in diminuzione le ore nei settore della gomma-plastica, pari al 5% delle ore complessivamente autorizzate, e chimico e farmaceutico, che concentra soltanto l’1% delle ore autorizzate.
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