“Signor Presidente…come salverà i lavoratori di Malpensa?”
Malpensa, la cassa integrazione e i fondi a disposizone da sfruttare meglio. Tre ricette che il nuovo presidente di Villa Recalcati dovrà appuntarsi nella sua agenda politica
Lavoro e Provincia. Cosa chiedono i sindacati al nuovo presidente che verrà eletto dai cittadini della provincia di Varese i prossimi 13 e 14 aprile? Sul piatto, oltre alle tradizionali politiche messe in campo da parti sociali e Villa Recalcati, anche la crisi in corso a Malpensa a seguito del piano di ridimensionamento di Alitalia, con le migliaia di casse integrazioni (1400 circa al momento che potrebbero diventare 2000 nei prossimi mesi).
«Non chiediamo altro che
«L’obbligo morale è quello di attuare tutte le politiche attive
necessarie – commenta Carmela Mascone della Cisl -. Il rischio occupazione è altissimo, non c’è dubbio, ma
«La situazione è delicata, ma i numeri vanno valutati con grande attenzione – dice Marco Molteni della Uil -. Il momento è
certamente drammatico, la cassa integrazione è già stata attivata per circa 1400 persone e per altre 500 partiranno presto le richieste da parte di tre aziende del settore ristorazione. Certo siamo ben lontani dai numeri che si sentono in questi giorni, 6/7 mila persona sono obiettivamente troppi, almeno al momento. La partita è da giocare subito, già il 14 o 15 aprile il nuovo presidente dovrà prendere in mano con determinazione la situazione, lasciata nell’ultimo mese in un cassetto per la mancanza di una regia. Flessibilità e ricerca di alternative e opportunità per chi perde il lavoro sono due punti fermi della politica da attuare, ma non mi fermerei a parlare solo di politiche attive, anche perché c’è da aspettare e soffrire per due/tre anni e poi sono convinto Malpensa si riprenderà. Certo, affrontare la crisi è d’obbligo, così come evitare il fuggi fuggi e la perdita di professionalità difficilmente rimpiazzabili. Le risorse in provincia non sono molte: è necessario non sprecarle. È per questo che non ci è piaciuta la linea della scorsa amministrazione, che ha puntato su scatole vuote investendo l’80 per cento dei circa 8 milioni a disposizione per un progetto come quello del centro di ricerca di Caronno Pertusella. Infine, è importante studiare strategie comuni per aiutare i precari, le donne e i quarantacinquenni o cinquantenni espulsi dal lavoro».
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