Strade chiuse e scorciatoie impossibili
Lavori al Sacro Monte: una lettrice ci racconta i disagi per gli abitanti
Riceviamo e pubblichiamo
Mi presento: sono una abitante del Sacro Monte ed abito in via del Ceppo. Poiché sono anche religiosa il mattino prima di recarmi al lavoro partecipo alla S. Messa in Santuario dove sia per motivi ecologici che di salute cerco di recarmi a piedi. Lo ammetto: abitare al Sacro Monte non sempre è facile: è vero che la scelta il più delle volte è stata volontaria però non ci si può nascondere che qui si è isolati, vi sono difficoltà di collegamento, di comunicazione, anche solo per la spesa, la farmacia, il medico, le scuole occorre raggiungere Varese…. Il tempo poi non sempre è così bello come può parere a chi non abita qui e l’inverno a volte può essere veramente rigido; tante volte mi chiedo se tra i Sacromontini più incalliti non vi sia per caso una vena di masochismo.
Poi però quando il tempo è bello, con quei dolcissimi tramonti, e le albe incantevoli….
Basterebbe un po’ di buona volontà da parte di tutti per farne veramente un luogo gradevole.
Quindi mi chiedo: possibile che ci sia sempre qualche diavoletto maligno che si diverte a fare scherzi?
Per favore, leggete l’ultima. Qualche giorno fa viene recapitata nelle nostre abitazioni una lettera del Comune di Varese che avvisa che, per l’esecuzione di lavori di realizzazione di aree di parcheggio e regolamentazione dell’accessibilità al Borgo (lavori previsti già da tempo), a rotazione dovranno essere bloccate alcune vie.
Fin qui niente di male, fa piacere sapere che finalmente qualcosa si muove ed inoltre, essendo a rotazione, facendo il giro con la macchina si possono comunque raggiungere i parcheggi interni.
Poi, leggendo attentamente, si scopre che le stesse vie saranno bloccate anche ai pedoni. Si tratta di tratti brevissimi, massimo
Il primo tratto ad essere bloccato è quello dalla rotonda di via del Ceppo fino al cancello dell’abitazione al civico 45.
Ovviamente si può fare il giro, ma non tutti se la sentono, ne hanno il tempo o la voglia.
Non solo, in Comune, interpellati, hanno risposto che l’impresa incaricata non se la sente di garantire la sicurezza di chi transita se non in questo modo.
Ho fotografato l’impianto: effettivamente nessuno può passare se non scavalcando la recinzione (e vi posso garantire che c’è chi l’ha fatto perché al mattino chi va al lavoro ed a quanto pare è ancora così antiquato da prendere l’autobus, di solito ha poco tempo per fare anche il giro fino al piazzale Pogliaghi) Poi ho fatto il giro: salendo verso il piazzale Pogliaghi vi è una scorciatoia che immette in via Sommaruga: ripida, sconnessa (vedi foto) decisamente molto meno sicura di una recinzione messa a regola d’arte lungo la via Fincarà per lasciare un metro di passaggio ai pedoni. Lì non vige la regola della messa in sicurezza? (Per carità, ora che l’ho scritto non chiudete anche quella altrimenti impazzisco)
Ed ora piove, i lavori sono fermi e chissà quando riprenderanno.
Che bella organizzazione!…. Il pensiero che la cosa si ripeterà per le altre due vie, in piena stagione di pellegrinaggi e con queste giornate così belle mi riempie veramente di gioia…
Dimenticavo: domenica ci saranno le elezioni, il seggio ovviamente è in via Fincarà, al di là della barricata. Bello vero? Come finirà? Da parte mia, essendo religiosa, garantisco montagne di preghiere anche se mi chiedo, di questi tempi, se potranno mai bastare.
Ed ora finalmente vi saluto. Buon lavoro a tutti.
A, la firma: perché non provate con Formica rossa?…
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