Varese porta fortuna a Pd e Di Pietro

Il quarto eletto è il leghista Marco Pinti ma il capoluogo torna da protagonista in consiglio provinciale

E’ la rivincita del capoluogo. Varese torna in consiglio provinciali con 4 seggi, e per l’effetto della curiosa legge elettorale, sono stati assegnati a tre rappresentanti dell’opposizione, 2 del Pd e una dell’Italia dei valori, e a uno della Lega Nord. Proprio la mancanza di consiglieri varesini, all’inizio della scorsa amministrazione, era stato utilizzato in funzione politica, per ricordare ai varesini che la città capoluogo non esprime da tempo una adeguata rappresentanza politica.
Adesso cambiano le cose e, per effetto di una legge che premia molto i partiti, l’assegnazione dei seggi diventa una roulette, e non è sempre chiaro quanto sia il candidato, o quanto il traino del partito, a determinare il consenso di una persona sul territorio. Detto questo, i fatti dicono che è l’opposizione a beneficiarne in due collegi storicamente attenti al voto popolare.

Luisa Oprandi (Pd) è stata eletta nella zona della Valle Olona (è la seconda da sinistra), gli ex quartieri operai di Belforte, Sangallo, e la fascia sopra l’Olona. 48 anni, insegnante, è vicepresidente liceo linguistico e psicopedagogico Manzoni di via Brunico, ha iniziato a fare politica con le scuole di formazione politica della diocesi di Milano, è negli anni ottanta è stata consigliere di circoscrizione della Dc, area progressista.
Ha aderito alla Margherita, fa parte dell’associazione Popolari, nel Pd dalla nascita: «Porterà in consiglio l’attenzione alla sicurezza, ambiente e acqua in particolare. Vorrei fare un parco naturale della Bevera che vada da Viggiù alla valle Olona – spiega – penso poi alla tutela del verde a Sangallo, e un risarcimento in termini ambientali, per tutti i cittadini che abitano lungo la nuova tangenziale, va finanziata una riqualificazione che vada a compensare il disagio. E poi attenzione all’edilizia scolastica».

Il Pd ha portato in consiglio anche Michele Di Toro (terzo da sinistra), architetto, oggi insegnante, 52 anni. Ha preso voti a Bizzozero, Bustecche e Giubiano, nella Varese delle fabbriche e dei lavoratori. Aclista di lungo corso, cattolico, viene dai Ds e aderisce al Pd dall’inizio. «Io privilegio il gioco di squadra – afferma – mi interessano l’ambiente, il territorio e l’urbanistica, conosco bene il problema delle barriere architettoniche, mi occuperò di un settore di cui sono competente ma sempre a difesa del territorio».
Dall’altra parte della città, dal Sacro Monte, Avigno, Masnago, Bobbiate, Capolago, insomma Varese Ovest,  il voto premia il leghista Marco Pinti (con la maglietta scura), il leader provinciale dei giovani padani. 22 anni, si è iscritto alla Lega Nord a 14 anni, è stato rappresentante di istituto del liceo classico Cairoli di Varese, capo dei giovani leghisti, ha collaborato con l’ufficio stampa di Villa Recalcati ma ora si dimetterà per effetto dell’elezione, è stato l’organizzatore di diverse iniziative tra cui il campeggio padano di protesta nel campo nomadi di Gallarate: «Mi occuperò di edilizia scolastica – racconta Pinti – e mi piacerebbe dare vita alla giornata ecologica del Campo dei fiori, sarebbe un bel gesto di civiltà e che credo coinvolgerebbe tante associazioni di Varese».

C’è infine a Varese, Wilma Borsotti, del partito di Di Pietro. 54 anni, commerciante, aderisce all’Italia dei valori dal 1998, responsabile degli iscritti di varese, semplice militante da anni: «Mi dedicherò al cittadino – spiega – sono una novellina degli incarichi istituzionali ma cercherò di essere a disposizione di tutti».

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Pubblicato il 17 Aprile 2008
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