Aldo Moro 30 anni dopo. Dietro le quinte del sequestro
Giovedì 29 maggio, il giornalista del Corriere della Sera, a 30 anni dal sequestro che ha sconvolto l’Italia presenta il libro “Eseguendo la sentenza” ricco di materiale e contenuti inediti
Aldo Moro. Trent’anni esatti dal sequestro che ha sconvolto l’Italia. Giovanni Bianconi, giornalista di punta del “Corriere della Sera” sarà presente nel tendone di Librando, in piazza Italia giovedì 29 maggio, alle 21, per presentare il libro “Eseguendo la sentenza” (Einaudi), ricco di documenti inediti e interviste ai protagonisti della vicenda. Sarà intervistato dal giornalista Michele Mancino.
L’autore infatti ha interpellato i familiari di Moro e i suoi stretti collaboratori, i suoi carcerieri, gli uomini e le donne delle Brigate rosse, gli uomini dello Stato, anche in ruoli di vertice, della Democrazia cristiana e della polizia. Sulla base di testimonianze e valutazioni inedite, e di un enorme lavoro di ricostruzione e di indagine, ha poi ripercorso, momento per momento, gli accadimenti e il clima dei 55 giorni che hanno cambiato per sempre la storia e il cammino dell’Italia repubblicana.
La realtà è emersa cosí nel racconto, drammatica e nuda. Anche perché alcuni documenti sono presentati per la prima volta al pubblico. E vecchie carte dimenticate si rivelano illuminanti. Dichiarazioni sepolte, intercettazioni, rapporti e verbali di polizia prendono nuova luce. Come in un puzzle gigantesco dove, inesorabile, si rivela un disegno.
Un racconto che lascia con il fiato sospeso, fino alla fine che credevamo di conoscere. Il racconto di come, a partire da un preciso momento, la sentenza contro Aldo Moro abbia preso la sua forma irrevocabile. Fino a essere eseguita. Nel contesto della vita di tutti, nella primavera 1978.
Dalla raccolta e dall’analisi di atti giudiziari e parlamentari, giornali, libri, riviste, interviste e testimonianze inedite di alcuni protagonisti, ecco un racconto che sovrappone e interseca fatti, ruoli, prese di posizione pubbliche e private, dialoghi, sensazioni delle diverse parti in causa nel dramma che s’è consumato nella primavera del 1978. Montati e rielaborati secondo una struttura narrativa che disegna un «dietro le quinte del sequestro Moro» per aiutare a leggere meglio ciò che è accaduto in Italia e all’Italia trent’anni fa, tra il 16 marzo e il 9 maggio 1978.
«Dietro le quinte» è un punto di vista differente dalla cosiddetta «dietrologia». Che non significa negare «a priori» l’esistenza di verità ancora sconosciute, oppure versioni dei fatti poco o per nulla chiare, né considerare esaustive le ricostruzioni di singoli protagonisti. È piuttosto il tentativo di fornire un contributo a comprendere gli avvenimenti, anche solo a partire da quelli noti (ponendo attenzione ai dettagli, spesso tutt’altro che insignificanti per interpretare comportamenti, decisioni e sviluppi degli eventi). Che non sono pochi, e possono spiegare molto.
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