“Il giornalismo? Un lavoro di miseria e di grandezza”
Michele Brambilla ha presentato il suo libro "Sempre meglio che lavorare. Il mestiere del giornalista"
Può far ridere e commuovere, essere osannato o condannato, comunque "è sempre meglio che lavorare". Il mestiere del giornalista nel libro di Michele Brambilla non è solo raccontato "da dentro" ma soprattutto nel suo lato più affascinante, quello umano. L’autore è stato ospite ieri sera, mercoledì 28 maggio, a Librando di Samarate, intervistato dalla giornalista di VareseNews Stefania Radman. «È la sua particolarità a rendere questo lavoro diverso – ha spiegato -. Ci fa comunicare, conoscere e parlare con le persone e questa è un’esperienza che arricchisce molto. Inoltre le nuove tecnologie permettono di interagire con i nostri lettori». Il libro di Brambilla ha lo stesso titolo di quello scritto alcuni anni fa da un altro celebre giornalista e scrittore Luca Goldoni. «In effetti questo lavoro è dedicato anche a lui. Ho conosciuto Luca Goldoni quando ero un bambino ed è stato lui a trasmettermi la passione e la voglia di fare questo lavoro».
Oggi Brambilla è vicedirettore del quotidiano "Il Giornale" è stato direttore de "La Provincia di Varese" e per diciotto anni ha lavorato al Corriere della Sera. Gli aneddoti e le vicende che racconta fanno sorridere ma anche riflettere e sfatare alcune credenze che caratterizzano questa professione. «Spesso – racconta l’autore – si pensa che chi fa questo lavoro sia a conoscenza di verità misteriose che le altre persone non conoscono. "Lei che è giornalista, …", è l’inizio della domanda più tipica, poi ci vengono sottoposti gli argomenti più disparati: dalla politica alle questioni internazionali».
A chi vuole intraprendere questo lavoro Brambilla consiglia soprattutto una cosa, la tenacia. «Si deve leggere molto: libri e giornali. Poi alimentare la curiosità e tener duro: bussare alle porte di tanti giornali e fare esperienza. Partendo ad esempio dalla cronaca che è una scuola importante». Ma poi, dopo la "gavetta", come si diventa bravi giornalisti? «L’umiltà è fondamentale ma aiuta anche un po’ di fortuna. Contano invece poco le raccomandazioni perchè al pubblico non si può mentire: il lettore o il telespettatore capisce se una persona è competente o no. Un consiglio? Cercate l’essenziale».
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