Ogliari entusiasta dell’esperienza in Sardegna
Il pilota varesino è stato l'apripista della tappa italiana del Mondiale
L’equipaggio tutto varesino, formato da Giacomo Ogliari e Marco Verdelli, è tornato sulle strade del Mondiale Rally. Questa volta però i nostri portacolori non hanno preso parte alla gara, come avvenuto al mitico "Monte Carlo" di inizio stagione: a loro è invece toccato il compito di fare da apripista ai bolidi Wrc di Sebastian Loeb e soci. Teatro dell’esperienza è stato il recente Rally d’Italia disputato in Sardegna, a bordo della vettura contrassegnata dal numero "00". A vincere il rally è stato l’alsaziano della Citroen, seguito dalle tre Ford Focus di Hirvonen, Latvala e del nostro Gigi Galli.
«Il ruolo di apripista nel Mondiale è stato inebriante ma impegnativo – racconta Ogliari – perché i piloti ufficiali chiedono a chi svolge questo compito di transitare sul tracciato pochi minuti prima del loro passaggio, ad alta velocità. Ciò serve anche a far capire al pubblico le possibili traiettori che verranno percorse. Inoltre in Sardegna eravamo in continuo contatto con l’elicottero e la direzione di gara per comunicare eventuali problemi».
Le difficoltà però svaniscono tutte quando si transita tra due ali di folla festante. «Già: le impressioni sono fantastiche sia per il mondo sportivo che hai intorno sia per l’orgoglio personale di essere stato chiamato per un compito così importante. Inoltre ho approfondito ancora di più le problematiche e la mole enorme di lavoro che ci sono dietro l’organizzazione di un tale evento». Ogliari e Verdelli, che quando sono in gara portano sulla carrozzeria il marchio iridato di Varese 2008 del quale sono testimonial, hanno utilizzato in Sardegna un’inedita Volvo 5 cilindri con 4 ruote motrici. «Sono i muletti ufficiali della squadra Ford di Hirvonen e Lavtala in quanto la Volvo è di proprietà del Gruppo Ford. Anche l’assistenza era compito della Ford ufficiale con una squadra di meccanici appositamente dedicati a seguire muletti e apripista, un’esperienza fantastica con ragazzi veramente bravi e simpatici».
Infine una nota di carattere ambientale: «Il pubblico è stato meno numeroso delle gare in Continente perché arrivare in Sardegna non è semplice ed è costoso. Però i tifosi sono incredibilmente appassionati e rispettosi delle regole e delle posizioni di massima sicurezza. A livello di natura inoltre, il "Sardegna" è semplicemente fantastico: luoghi bellissimi che vengono toccati solamente dal Rally in quanto gli sterrati sono all’interno di aree protette forestali e quindi, negli altri periodi dell’anno, preclusi al passaggio delle vetture».
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