L’ospedale fantasma: «A ottobre parte il cantiere»
Vertice in comune per il vecchio "circolo". Progetti ancora top secret, ma in autunno comincia la fase esecutiva
Ci sono in cassa circa 20 milioni di euro per rimettere in sesto il vecchio ospedale. Ma, ancora, nessuna decisione sull’obiettivo da realizzare. Intanto, c’è stato un vertice in comune a Varese, presenti il sindaco Fontana, l’assessore regionale alla sanità Bresciani, l’assessore regionale all’infrastrutture Cattaneo, il direttore generale dell’ospedale Bergamaschi. A ottobre, dicono i protagonisti, saremo in fase esecutiva: i lavori inizieranno già in autunno. Gli appalti li gestirà la Regione, attraverso Infrastrutture Lombarde, società del Pirellone che farà da stazione appaltante. Ma perché non lasciare all’ospedale di Varese il delicato compito di gestire gli appalti? «Chiariamo subito – fa notare Raffaele Cattaneo – che sarà come un po’ come l’architetto che esegue il lavoro per il padrone di casa» , sottolineando che sarà comunque l’azienda ospedaliera, d’accordo con il Pirellone, a dare gli indirizzi. Infrastrutture Lombarde ha molta esperienza in materia: oggi, sta gestendo la costruzione di 7 ospedali e la ristrutturazione di 20 immobili sanitari in Lombardia. Domanda: sarà tutto deciso a Milano o Varese avrà voce in capitolo? Il primo cittadino non è preoccupato: «Io mi rifaccio al documento votato dal consiglio comunale che individuava alcune priorità per la sanità varesina» dice il sindaco Attilio Fontana, soddisfatto del percorso intrapreso. La riunione era interlocutoria, ma la stampa è stata informata per comunicare alla città che qualcosa si è mosso. Il vecchio ospedale, infatti, a un anno dal trasloco nel monoblocco, e dopo vandalismi e incursioni che ne mettono a rischio l’integrità, ha bisogno urgentemente di essere destinato alla città e forse si è già perso del tempo.
Il direttore generale Walter Bergamaschi, ha invece fatto i conti su quanti soldi ci sono in cassa: per il vecchio “circolo”, ci sono 17 milioni di euro dalla Regione per la ristrutturazione del padiglione centrale, 2 milioni di euro per il laboratorio di analisi, 3 milioni di euro per un lascito finalizzato alla ristrutturazione delle medicina nucleare. Per il Del Ponte, che sarà confermato nella sua funzione di ospedale dedicato all’infanzia (il progetto da 30 milioni per farne un avanzato ospedale materno infantile), oggi, ci sono in cassa 4,3 milioni di euro dalla Regione, 1 e 650mila da Fondazione Cariplo e Comitato tutela del bambino in ospedale, 1 e 800mila da fondi accantonati dall’azienda ospedaliera. L’immobile di Velate non sarà venduto, odontostomatologia andrà nel vecchio circolo, precisamente nel vecchio pronto soccorso.
Queste le disponibilità, ma i progetti ancora sono top secret. Secondo l’assessore Bresciani, una destinazione ottimale potrebbe essere quella dei servizi di diagnostica e cura di primo e secondo livello. «Pensiamo servizi più orientati sul territorio, faccio un esempio banale per chiarire – sottolinea l’assessore – oggi dove faccio una radiografia? Prima vado dal medico di base, poi in ospedale, mentre il territorio ha bisogno di reparti a bassa intensità di cura, che non vuol dire a bassa tecnologia, ma solo che chi non è grave può rivolgersi a queste strutture». L’assessorato regionale sta proprio lavorando sul potenziamento di questi livelli intermedi tra medico di base e ospedalizzazione spinta. Alcune statistiche dicono che si potrebbe arrivare a una diminuzione dei malati in corsia, fino al 70 per cento.
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