Rapina in villa, il ragazzo ferito è il figlio dell’ex sindaco

Giacomo Andreotti è stato il primo cittadino caronnese per 9 anni: il figlio Riccardo, 29 anni, è stato trasportato in ospedale con un tagli alla testa (foto: la villa rapinata)

Lo spavento è stato forte quando il telefono di Giacomo Andreotti, per nove anni sindaco di Caronno Varesino, è squillato: dall’altro capo del filo il figlio Riccardo, 29 anni, svegliato da un colpo di cacciavite alla testa da un rapinatore, introddotosi nella villa di famiglia alle 9.30 di questa mattina, 9 maggio. Il racconto del ragazzo è confuso, il sangue per casa, sulle scala, sui muri e per terra è parecchio: ci sono chiazze in una stanzetta al primo piano, chiazze nella camera da letto al secondo piano e chiazze nella taverna, dove il ladro, secondo la ricostruzione del giovane uno straniero (ha detto ai militari che gli sembrava sudamericano e al padre che gli pareva essere slavo), ha trascinato la sua vittima nel vano tentativo di trovare una cassaforte che non c’era. Il padre del ferito, trasportato in ospedale a Varese per curare la ferita al capo (è stato dimesso già in mattinata), racconta quanto riportato dal figlio: «Mi ha chiamato alle dieci meno dieci – spiega visibilmente sotto choc -. Io ero in ufficio, mia moglie fuori, mentre Riccardo dormiva ancora: ieri sera ha fatto tardi per festeggiare la laurea in ingegneria meccanica conseguita quindici giorni fa. Ha detto di essere stato svegliato da un uomo, che poi lo ha colpito con un cacciavite e lo ha costretto a consegnare soldi, orologi e altri preziosi, trascinandolo per tutta la casa. Le macchie di sangue sono ovunque, è incredibile che possano succedere cose del genere». I carabinieri di Carnago, coordinati dai colleghi della compagnia di Saronno, indagano sulla vicenda: sembra che l’uomo si sia introdotto nella villa di via Macchi scavalcando una bassa cancellata per poi recarsi all’interno della casa. Probabilmente non si aspettava di trovare il ragazzo all’interno: per farsi consegnare i soldi, circa un migliaio di euro in tutto, lo avrebbe colpito con un attrezzo, forse un cacciavite. Si sarebbe in seguito impossessato di un rolex, due orologi da collezione e poco altro. «Ho trovato mio figlio legato – spiega l’ex primo cittadino di Caronno, sulla poltrona di sindaco dal 1990 al 1999 -: ci ho messo dieci minuti per togliere il filo elettrico, tolto dal fax e da un’abat-jour, che gli bloccava le mani. Mi è venuto incontro sconvolto e spaventato, con la testa sanguinante e la lingua bloccata dallo choc. Io sono entrato da garage, ho chiamato i carabinieri ed insieme a loro abbiamo fatto il giro della casa: in taverna hanno anche rilevato alcune impronte, ma sembra che il ladro avesse sulle mani della cera per non farsi beccare. Una bottiglia di spumante è stata spostata, la porta finestra sotto era aperta. Cosa farei se lo vedessi? Sono schifato, ho una gran voglia di vendicarmi».

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Pubblicato il 09 Maggio 2008
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