Rapiti in Somalia tre operatori umanitari
Due italiani e un somalo le vittime di un commando che li ha prelevati. Secondo l’agenzia Misna si tratterebbe di un gruppo indipendente
Tre operatori umanitari, due italiani e un somalo, sono stati rapiti oggi, 21 maggiio, da uomini armati nella provincia della Bassa Shabelle a sud di Mogadiscio. Lo riferisce la Misna e fonti di stampa internazionali, citando responsabili locali i quali hanno precisato che i tre sono stati prelevati questa mattina intorno alle 6, 30 ora locale (le 4,30 in Italia) nel villaggio di Awdhegle, 70 chilometri a sud della capitale Mogadiscio. Fonti diplomatiche, citate dall’agenzia italiana ‘Ansa’ hanno confermato il sequestro, fornendo i nomi dei due italiani sequestrati: Iolanda Occhipinti e Giuliano Paganini. Il terzo ostaggio sarebbe Abderahman Yusuf Arale, rappresentante locale e direttore della organizzazione non governativa Cooperazione italiana nord sud (Cins). I tre si trovavano nella zona per verificare lo stato dei lavori di un progetto di finanziato dalla cooperazione internazionale.
Dopo le prime notizie arrivano ulteriori particolari sul caso, che parlano di un movente riconducibile ad un’estorsione. Secondo fonti ben informate della MISNA “a rapire i tre operatori umanitari sarebbe stato un gruppo indipendente” ovvero non legato ad alcuno degli schieramenti politici protagonisti del devastante conflitto che da quasi due anni è in corso in Somalia. Fonti diplomatiche occidentali e della sicurezza somala, inoltre, fanno sapere che al momento si sta lavorando per tentare di capire dove i tre sequestrati – due italiani e un somalo – siano stati portati, oltre a cercare di stabilire un contatto con i rapitori. I tre, cooperanti dell’organizzazione non governativa (ong) Cins, lavoravano a un progetto di costruzione di impianti di irrigazione nel distretto di Awdhegle, nella provincia della Bassa Shabelle, una delle zone della Somalia maggiormente interessata da gravi e cicliche siccità. Il progetto, finanziato dal ministero degli Esteri italiano in collaborazione con la Fao, “intende rispondere alle esigenze ed ai bisogni espressi dalle comunità locali dell’area di Awdegle, esigenze ben conosciute (…)data la presenza fin dal 1994 dell’Ong in Somalia. Il progetto, della durata di due anni, interesserà un’area di circa 7000 ettari, nella zona limitrofa alla cittadina di Awdegle ove vivono circa 2000 famiglie (15 – 20.000 persone)” si legge nella scheda con cui il Cins descrive il programma, realizzato in collaborazione, si apprende sempre dalla nota, con un’altra organizzazione Agrosphere e con una controparte locale (HCS – Humanitaria Cooperation Somalia). I due italiani rapiti, Iolanda Occhipinti e Giuliano Paganini, erano rispettivamente ‘responsabile amministrativo del progetto’ e agronomo. Lo scorso anno la signora Occhipinti era stata investita, presso l’Ambasciata d’Italia a Sanaa (Yemen) della carica di “Cavaliere dell’ordine della stella della solidarietà italiana".
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