Rizzi: “Alitalia, ok la cordata, altrimenti chiudiamola”

Il senatore leghista attacca le scelte del Governo Prodi e dice "sì al prestito ponte, ma facciamo in fretta"

«Approviamo il “prestito ponte” per Alitalia, prendiamoci qualche mese per riflettere sul futuro della Compagnia Aerea, ma successivamente, o sarà emersa una “cordata” di investitori seri, in grado di inquadrare managerialmente la problematica e risanare l’azienda, oppure semplicemente dismettiamo Alitalia, chiudiamo una volta per sempre il “buco nero” di bilancio a carico dei contribuenti padani e lasciamo liberi gli spazi aerei di Malpensa, per permettere ad altre compagnie, serie e produttive, di occupare un mercato, innegabilmente presente sul nostro territorio». Lo ha detto, nel dibattito in aula per l’approvazione del “prestito ponte” per Alitalia, il senatore varesino della Lega Nord Fabio Rizzi il quale ha ribadito che «questo prestito viene approvato in quanto “atto dovuto”, per permettere una programmazione a respiro più lungo nei confronti della problematica Alitalia, ma – ha sottolineato Rizzi -,  non risolve affatto la questione che ci sta veramente a cuore e per la quale, come Lega Nord, abbiamo lanciato il grido d’allarme ancora nell’autunno scorso, largamente inascoltati, finchè, in campagna elettorale, tutti sono divenuti paladini del futuro dell’aeroporto di Malpensa». Rizzi ha poi elencato i problemi che si sono venuti a creare con l’abbandono di Alitalia dell’ hub internazionale milanese: «Storicamente i voli settimanali di Alitalia su Malpensa erano 1236. Il “taglio” è stato di ben 886, con un residuo di soli 350 voli. La semplice possibilità, determinata da alcuni “slot” lasciati liberi, ha permesso un recupero di 279 Voli sugli 886 tagliati». Anche la situazione di licenziamenti e tagli al personale è stata citata in Aula: «Questa situazione ha determinato il prepensionamento di 310 unità e la collocazione in cassa integrazione di altri 900 operatori, senza tener conto degli esuberi dell’indotto – ha detto ancora Rizzi -, che ammontano a 2500 unità accertate solamente per le aziende collegate alle attività di scalo, a cui si aggiungerebbero altri 6000 esuberi, di cui circa 3270 da imprese che operano all’interno del sedime aeroportuale, 1730 di aziende operanti nei Comuni limitrofi all’aerostazione e circa 990 in altri settori, prevalentemente nel “terziario”». Infine, Rizzi è tornato ai numeri di stretta competenza di Alitalia: «Va rilevato che dopo l’abbandono di Malpensa, le perdite, da parte della compagnia di bandiera sono passate dal consolidato milione di euro al giorno, agli attuali 3 milioni, esclusivamente a causa di una forzatura del governo Prodi e dello sciagurato pre accordo con Air France, senza tenere minimamente conto del reale traffico aereo e della più elementare legge di mercato, che pone indiscutibilmente Malpensa al primo posto tra le attività aeroportuali italiane».

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Pubblicato il 21 Maggio 2008
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