Uno showroom a Mosca per le piccole imprese tessili

A renderlo concreto il Consorzio Cotone Moda in collaborazioe con il centro Cresit - Università dell'Insubria

Che la Russia sia uno dei migliori mercati al mondo per la moda italiana è ormai assodato: l’ultimo a dirlo, pochi giorni fa al Palace, è stato il presidente della Camera della Moda Italiana Mario Boselli, che ha ricordato come l’ex Unione Sovietica sia per l’Italia il secondo mercato export dopo la Francia. Che sia poi più vicina della Cina è un dato di fatto, ed è un fattore che la rende decisamente più appetibile  rispetto a paesi promettenti ma più lontani anche culturalmente.

Relazionarsi con il grande paese del nord Europa è perciò diventato vitale per le ancora moltissime piccole imprese tessili varesine, quelle piccole eccellenze cioè che ancora resistono e realizzano in italia – di più, a Varese – capi che ormai vengono confezionati in tutto il mondo, ma con qualità italiana: una caratteristica che all’estero – ancor più che in Italia – è un valore in sé, indipendentemente dal marchio che lo commercializza.

Ma non è così facile: da una lingua che ha addirittura un alfabeto diverso ad una burocrazia farraginosa e ad una organizzazione tradizionale di vendita in cui la figura dell’agente è pressocchè sconosciuta, c’è molto da fare in quel paese. Una situazione che non rende semplice lo "sbarco in Russia" per le piccole aziende della zona.

Ora però qualcosa di concreto sta proprio per arrivare: nella forma di uno showroom a Mosca organizzato dal consorzio Cotone Moda con il supporto scientifico dell’Università dell’Insubria, più precisamente del Cresit, centro diretto dal professor Alberto Onetti (nella foto).

“il nostro ruolo è di supporto metodologico al progetto, che è stato pensato e messo in pratica dal consorzio – precisa Onetti – Diciamo che, poiché il Cresit ha instaurato un rapporto costante con il mondo imprenditoriale sfociato anche in un congresso sull’internazionalizzazione, è in grado di dare indicazioni metodologiche e indicare e far evitare gli errori più comuni. Che di solito sono legati a tempi troppo veloci o troppo lenti, o a inutili duplicazioni di attività”.

Un supporto che quindi “olia” e rende più semplice un percorso che le imprese che perseguono il progetto “Dom made In” (“casa del made in” prendendo a prestito sia la lingua russa che quella Inglese) conoscono bene: “Con il consorzio CotoneModa andiamo alle fiere moscovite da un po’, ed è stata proprio questa esperienza a farci capire che avevamo bisogno di un luogo fisico, aperto non solo nel tempo della fiera, per relazionarci con quel mondo” spiega Angelo Saporiti, presidente di CotoneModa nonchè uno degli imprenditori impegnati su quella “tratta”.

Una scelta che si è rivelata per nulla semplice: fin dalla identificazione del luogo per lo showroom, in una posizione di Mosca che fosse sufficientemente centrale ma non ingolfata di traffico e sopratutto collegata con i padiglioni fieristici “Alla fine l’abbiamo trovato, sulla linea del metro che porta alla fiera e a dieci minuti dal centro. Una posizione ottimale per uno showroom dedicato agli affari. Vado settimana prossima a firmare il contratto d’affitto” precisa Saporiti.

Ma che non sarà affatto semplice nemmeno nella scelta delle persone: “siamo alla ricerca di un referente, russo che parli benissimo l’italiano, perchè il nostro scopo è creare lì una rete di agenti”: cioè, una figura professionale per loro semi sconosciuta, tutta da inventare “su misura” per le 15 aziende finora partecipanti al progetto.  “Un numero che vorremmo portare quanto prima a 20" si augura Saporiti.

Lo Showroom, che vedrà l’inaugurazione ufficiale il prossimo 14 settembre, a cavallo delle due più importanti fiere moscovite del settore, sarà destinato ai rapporti tra aziende, non avrà vendita al dettaglio e fondamentalmente farà da “centro servizi” per venditori italiani e clienti russi, oltre da luogo per presentare le loro produzioni. “Prodotti che hanno tutti una caratteristica: l’alta qualità, nella produzione e nei filati. Un particolare che a quel mercato importa molto, che sanno riconoscere e che ci ha convinto ad “esplorarlo”" Ha concluso Saporiti.

Le aziende dello showroom, per rendere riconoscibile questa qualità, avranno anche un marchio comune:" Made in Italy plus, un marchio che il Consorzio Cotone Moda usa ormai da tempo e che garantisce che quei capi sono di qualità tutta italiana e realizzati nel rispetto dell’ambiente e dei lavoratori”.

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Pubblicato il 19 Maggio 2008
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