A Gavirate diminuiscono i residenti ma aumentano i “poveri”
Lo scorso anno ci sono stati più morti che nati ma anche più cancellazioni dall'anagrafe che iscrizioni. Crescono i disagi, soprattutto per minori ed extracomunitari
Popolazione in calo, con un saldo negativo tra nascite e morti e un costante incremento della popolazione straniera.
Il Comune di Gavirate ha fotografato la sua popolazione per valutare i servizi offerti e le esigenze della collettività.
Dal conteggio numerico risulta che al 31 dicembre scorso, i gaviratesi erano 9391, di cui 1223 minori tra gli 0 e i 14 anni e 2017 ultrassesantacinquenni. Il dato che attira l’attentione, però, è il saldo negativo tra nuove iscrizioni all’anagrafe e cancellazioni ( -11).
L’assessore ai servizi sociali Luisella Cova abbozza una prima riflessione: «È un dato che stiamo valutando. Ci verrebbe da pensare che uno dei motivi è il costo abitativo nel nostro comune. Qui, gli affitti sono più elevati che nei paesi limitrofi».
A parte l’assottigliamento della popolazione residente, sotto gli occhi degli amministratori c’è la costante crescita di una popolazione bisognosa, con l’aumento di minori in difficoltà e nuovi poveri : « Abbiamo evidenziato che nella nostra comunità – spiega ancora l’assessore Cova – cresce il disagio giovanile legato ai ragazzi extracomunitari. Si tratta di giovani che sono nati qui o che ci sono arrivati piccolissimi. Loro non riescono a trovare il proprio ruolo, sospesi tra due culture: quella dell’ambiente esterno che frequentano e quella della famiglia di provenienza.
C’è, inoltre, il problema delle donne straniere, da sempre in casa che oggi, però, sono costrette ad andare cercare lavoro perchè uno stipendio non basta più. La loro integrazione, innanzitutto linguistica, è molto difficile perchè si scontra con ostacoli culturali. Per arignare il disagio, stiamo pensando di coinvolgere le scuole, solitamente l’unico ambiente frequentato».
Negli ultmi anni, infatti, la spesa sociale ha mutato la propria composizione: fino a quattro anni fa gli investimenti maggiori erano per le voci "anziani e disabili" e "minori", con fondi residuali per la categoria "nuove povertà e immigrati". Oggi la forbice si è ridotta: per anziani e disabili si è passati dal 60,45% degli investimenti al 49,43% dello scorso anno, mentre i minori hanno ottenuto il 41,15% a fronte del 36,5 del 2004. Per la terza voce, i costi sono saliti dal 3,03% di quattro anni fa al recente 9,43%.
Tra i servizi che meglio rispondono alla domanda di aiuto sociale rientrano il servizio di aggregazione giovanile/ludoteca diretti ai minori dai 6 ai 18 anni, che dà una risposta in termini di aiuto, di promozione del benessere e di sostegno educativo per evitare la piaga del disagio giovanile. Nei cinque anni di attività, il centro ha accolto 191 utenti di cui 34 immigrati con una percentuale di minori definiti "casi sociali" del 30%.
Al CAG estivo, si somma il campus ecologico, aperto dal 7 al 25 luglio ai ragazzi tra i 12 e i 18 anni, che sono chiamati a svolgere un’attività lavorativa e formativa alla mattina nelle aree verdi pubbliche del Comune, che si completa, nel pomeriggio, con un’attività di esplorazione e conoscenza dell’ambiente.
Da settembre, si aggiungerà una terza proposta di tipo sportivo, che verrà realizzata in collaborazione con la società di canottaggio e che vedrà impegnati, per un pomeriggio alla settimana, i ragazzi tra i 12 e i 18 anni. In questo caso si tratterà di una sperimentazione che poggia sui valori dello sport come veicolo di socializzazione e stimolo al rapporto con la natura.
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