Torna la maledizione dei rigori, Italia eliminata
Dopo lo 0-0 con tanta tensione e pochi guizzi, il quarto di finale con la Spagna si decide dal dischetto. Buffon para un penalty, ma Casillas respinge De Rossi e Di Natale (4-2)
Speravamo di esserci scrollati di dosso la maledizione dei rigori nella magica notte di Berlino di due anni fa, ma l’Europeo torna a respingerci come ai brutti tempi. L’Italia torna a casa dopo i quarti di finale, cedendo dal dischetto a una Spagna migliore degli azzurri per quanto visto in campo, seppur non dominante.
Finisce così, con l’amaro in bocca, troppo presto rispetto a quanto si sperava, con Fabregas che infila l’incolpevole Buffon punendo nel modo più doloroso un’Italia fermata dalle manone di Iker Casillas, bravissimo a volare sul rigore di De Rossi, bravo a fermare il brutto penalty di Di Natale. Lo stesso centravanti dell’Udinese che aveva confezionato la più bella palla gol azzurra con un’inzuccata che aveva costretto il portierone del Real a un colpo di reni straordinario. L’Italia però, come detto, ha giocato meno bene delle Furie Rosse, capaci di un maggior possesso di palla e di provare in qualche circostanza le conclusioni da lontano. Tiri che costringono Buffon al tuffo ma che non lo spaventano quasi mai, se si eccettua una conclusione di Senna che sfugge al portierone per rotolare sul palo. E qui torna in mente il Pagliuca di Usa ’94, fortunato in quell’occasione, punito alla fine.
La Nazionale paga di nuovo una serata da incubo di Luca Toni, in crisi nerissima tanto da anticipare, a un certo punto, pure Grosso che stava per colpire dal cuore dell’area. Donadoni, un altro che con i rigori ha un conto aperto da Italia ’90 (sbagliò insieme a Serena contro l’Argentina), lo ha tenuto in campo fino all’ultimo, preferendo non cambiare il piatto forte e variare solo il contorno. Così le alternanze sono state a centrocampo, dove il blocco Roma non ha funzionato come si sperava. Gigantesco invece Chiellini, migliore in campo per l’Italia, a coronare la prova positiva della difesa.
Ma fermare Torres e rallentare Villa non è bastato: per abbattere la Spagna servivano un’invenzione del centrocampo e uno sporco, maledetto gol di Toni. Non sono arrivate né l’una né l’altra: si torna a casa.
Il tabellino da "C come calcio"
SPAGNA-ITALIA 4-2 (0-0, d.c.r.).
Sequenza rigori: Villa (S) gol, Grosso (I) gol, Cazorla (S) gol, De Rossi (I) parato, Senna (S) gol, Camoranesi (I) gol, Guiza (S) parato, Di Natale (I) parato, Fabregas (S) gol.
SPAGNA: Casillas; Sergio Ramos, Puyol, Marchena, Capdevila; Iniesta (14’st Cazorla), Senna, Xavi (15’st Fabregas), Silva; Torres (40’st Guiza), Villa. A disposizione: Reina, Palop, Arbeloa, Albiol, Juanito, Navarro, Xabi Alonso, De la Red, Sergio Garcia. Commissario tecnico: Aragones.
ITALIA: Buffon; Zambrotta, Panucci, Chiellini, Grosso; Aquilani (3’sts Del Piero), De Rossi, Ambrosini; Perrotta (13’st Camoranesi); Cassano (29’st Di Natale), Toni. A disposizione: Amelia, De Sanctis, Materazzi, Gamberini, Quagliarella, Borriello. Commisario tecnico: Donadoni.
Arbitro: Fandel (Germania).
Note: 50.000 spettatori circa. Ammoniti Iniesta, Ambrosini, Villa, Cazorla.
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