Gozzini: “Salute e benessere dei cittadini le nostre priorità”
Presentato ai dipendenti il nuovo piano organizzativo e funzionale dell'azienda Sant'Antonio. Importanti novità legate all'organizzazione ma anche alla gestione
Un piano aziendale per rilanciare l’azienda, per dare nuovo impulso e tornare al servizio del territorio. Il POFA ( piano organizzativo e funzionale aziendale) dell’Azienda ospedaliera Sant’Antonio è stato presentato a medici e infermieri dal direttore generale Armando Gozzini e dai collaboratori Fabio Banfi ed Elisabetta Fabbrini.
Nelle linee generali, il direttore ha sottolineato la strategicità dell’azienda legata ad un territorio importante sia per la presenza del’aeroprto sia per la vicinanza con Milano dove si svolgerà l’Expò.
Nel dettaglio si è soffermato sul futuro dei singoli plessi con i possibili investimenti in termini di tecnologici ma anche immobiliari: « A Gallarate – ha commentato il dottor Gozzini – si potrebbe pensare ad una palazzina in via Pastori dove trovino sede gli uffici amministrativi, il cup piuttosto che il centro prelievi. Per Somma, il rilancio partirà dalla profonda opera di ristrutturazione sia in campo edile ( rifacimento della facciata esterna e delle sale chirurgiche) sia a livello organizzativo con l’ammodernamento delle sale operatorie destinate alla day surgery».
L’importante innovazione introdotta dal POFA, che dovrà ora essere approvato dalla Regione, è la "trasversalità" di due dipartimenti: quello amministrativo e quello riabilitativo: « La particolarità è che i due dipartimenti lavoreranno con tutti gli altri in modo sinergico – spiega la dottoressa Fabbrini – perchè hanno competenze che si interfacciano con le attività di tutti gli altri 7 dipartimenti».
Una seconda innovazione è relativa, invece, al sistema di gestione, un modello che si baserà sui dati numerici ma anche sulle attività del reparto: «Ci sarà una maggiore integrazione tra le unità operative di uno stesso dipartimento nei tre diversi ospedali, che permetterà una migliore organizzazione delle situazioni di crisi – ha commentato il direttore sanitario Fabio Banfi – In questi mesi stiamo provvedendo a incrementare il numero di medici, di infermieri e di tecnici, rivedendo il sistema delle collaborazioni libero professionali. La nuova sinergia, per esempio, porterà alla realizzazione di una rete dell’emergenza- urgenza tra i due pronto soccorso e il punto di primo intervento».
Il nuovo modello dovrà segnare la via per l’introduzione in futuro di una serie di innovazioni organizzative e funzionali, dopo il calo di attività registrato lo scorso anno: «La nostra azienda deve rispondere sempre più ai bisogni dell’utenza – ha ricordato il direttore generale – una popolazione dove i dati dimostrano un’accresciuta incidenza di mortalità per neoplasie, la più alta della provincia, a causa, probabilmente, anche di un rischio ambientale, tra urbanizzazione, industralizzazione ed elevati flussi migratori, un rischio che non è ancora stato calcolato. La salute e il benessere dei pazienti saranno i nostri principali obiettivi».
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