“L’Insubria del futuro? Più forte con nuovi servizi e strutture”
Il rettore Renzo Dionigi, riconfermato alla guida dell'ateneo, presenta le sue priorità per il prossimo mandato
Primo giorno del nuovo mandato. Renzo Dionigi, riconfermato ieri, mercoledì 2 luglio, rettore dell’Università dell’Insubria di Varese e Como, brinda al risultato delle elezioni con i docenti e il personale e parla dei progetti che lo terranno impegnato nei prossimi quattro anni alla guida dell’ateneo.
Le priorità del rettore sono il consolidamento dell’università e il potenziamento dei servizi agli studenti: «Mi concentrerò in particolare sulle attività edilizie – ha spiegato – il Campus per Varese e nuove strutture didattiche per le facoltà di Como». Con un solo, ma decisivo, nodo da sciogliere: le risorse.
«Quella che stiamo viviendo – precisa Dionigi – è una fase difficile per il sistema universitario italiano. La scarsità dei finanziamenti pubblici ci spinge a trovare altre soluzioni. Per noi è stata decisiva la collaborazione con la Fondazione Valcavi nata proprio per sostenere i nostri progetti di ricerca».
Le risorse, in questo momento, servirebbero a migliorare le strutture esistenti e a potenziare il corpo docenti: «In dieci anni abbiamo reperito 52 milioni di euro da investire nell’edilizia del nostro ateneo. Ma i lavori sono ancora molti sia per Como che per Varese».
Due città che diventeranno universitarie? «Questo è presto per dirlo dipenderà dai cittadini. A Varese, ad esempio, l’atteggiamento nei confronti della nostra università è passato dalla diffidenza al coinvolgimento. È un ottimo segno, vedremo quale sarà, in futuro, la risposta del territorio».
È legato al territorio ma lo sguardo dell’Insubria va ben oltre i confini provinciali: «Nel 1998, quando è nata l’università, più del 90 per cento degli studenti veniva da queste province. Oggi il 35 per cento degli iscritti arriva da altre zone d’Italia e dall’estero. Inoltre abbiamo attivato delle collaborazioni con atenei esteri come Harvard, alcune università del Brasile, dell’India e della Cina. L’internazionalizzazione è una caratteristica molto importante».
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