Zanchi e il Setterosa: “Non possiamo fare errori, non ce li perdoneremmo”
SuperManu è pronta a vivere le seconde Olimpiadi della carriera: «Esperienza fantastica, mi vedrete alla sfilata». E sul torneo di pallanuto: «Sarà durissima ma siamo pronte»
«Se alloggeremo al villaggio olimpico? È chiaro, altrimenti non saremmo nemmeno andate a Pechino!». Lo spirito di Manuela Zanchi, a pochi giorni dalla partenza per Singapore, sede dell’ultimo torneo prima dei Giochi, è quello dei momenti migliori. Scherza, SuperManu, la campionessa milanese che ha la testa alle Olimpiadi e il cuore alla Varese Olona Nuoto, la squadra che riprenderà in mano al ritorno dalla Cina. Quattro anni fa la sua rete agli sgoccioli della semifinale lanciò il Setterosa verso la conquista della medaglia d’oro. Oggi l’Italia non è più la squadra favorita, ma Zanchi e compagne sono ancora pronte a graffiare.
Zanchi, il Setterosa si è avvicinato alle Olimpiadi con un brutto Europeo chiuso al quarto posto. Come avete assorbito il colpo?
«L’Europeo è andato male, non ci sono mezzi termini. Vogliamo pensare che sia stato un calo di concentrazione visto che c’è Pechino alle porte. Il brutto risultato deve però essere un insegnamento, per partire cariche e preparate verso l’avventura olimpica».
L’appuntamento continentale ha cambiato in qualche modo il vostro programma di preparazione ai Giochi?
«Ci sono state più partite, ma al termine degli Europei abbiamo potuto anche staccare per qualche tempo dalle gare e allenarci anche in palestra. Comunque non c’è stato troppo tempo per il riposo, anche dal punto di vista morale. Non siamo ragazzine, la nazionale è formata da ragazze molto esperte e non ci perdoniamo gli errori fatti. Ora però l’umore è decisamente risalito e il morale è alto».
Lei è alla seconda Olimpiade della carriera: che aria si respira ai Giochi?
«È una grande esperienza, un’emozione unica. Prenderò sicuramente parte alla sfilata di apertura, insieme alle mie compagne di squadra. E naturalmente andremo ad alloggiare al villaggio: è bellissimo. Avevo detto a Elia (Luini) di tenermi un posto, visto che arriva a Pechino prima di me, ma ho saputo che i canottieri abiteranno altrove. Mi spiace per loro».
Veniamo al torneo di pallanuoto. Chi sono le favorite?
«Abbiamo un girone di ferro, quindi dovremo scendere in acqua subito al meglio. Iniziamo con l’incubo Russia e poi abbiamo Stati Uniti e Cina: peggio di così… Scherzi a parte, Usa e Russia sono certamente tra le migliori, ma in generale mi pare che si sia alzato il livello di tutte le partecipanti, soprattutto sotto il profilo atletico. Però il motto "la palla è rotonda" non è mai così reale come alle Olimpiadi. Nel torneo può davvero succedere di tutto, quindi attenzione alle sorprese».
Fino all’ultimo giorno, in ritiro con lei, c’era anche Silvia Motta. Come giudica il percorso della giovanissima giocatrice della Von, "tagliata" a un passo da Pechino?
«Fosse stato per me, Silvia sarebbe già potuta venire ai Giochi nonostante la giovanissima età. Si è allenata al massimo e aveva le carte in regola per la convocazione. Però, appunto, ha tanto tempo davanti a sé e potrà diventare un perno della nazionale del futuro. In questa circostanza ha dimostrato grande maturità: il fatto che sia tornata a casa con il sorriso sulle labbra la dice lunga sul suo valore».
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