Area delle Nord: rilancio in vista?

Ci si riprova con un nuovo progetto, ma questa volta i soldi ci sarebbero: si muove un gruppo bergamasco, 80 milioni di euro per riannodare il tessuto urbanistico della città

È pieno agosto ma a Palazzo Gilardoni, immerso nell’afa estiva, fanno capolino grandi progetti. È stato infatti protocollata in questi giorni la nuova proposta urbanistica per l’area delle Ferrovie Nord, la terza in pochi anni. A differenza delle precedenti due (l’ultima era quella firmata da un architetto di grido come il ticinese Mario Botta: è finita in un cassetto, da usare al più come spunto) questa volta ci sono anche i soldi, insomma il progetto semprba avere solide radici. Un gruppo di imprenditori della Bergamasca, la società Tecnocovering srl, è dietro al nuovo volto da dare all’area, e soprattutto pronto a investire le ingenti risorse necessarie. Si parla di grandi cifre, di decine di milioni di euro in investimenti, evidentemente programmati da tempo e con un mercato promettente. E chissà mai che da qui a un anno qualcosa inizi davvero a muoversi: sarebbe un evento epocale, dopo gli anni dell’inerzia e del Deserto dei Tartari in forma di sedime ferroviario abbandonato.

Il progetto, firmato da due professionisti della zona come l’architetto Carlo Moretti e l’ingegner Gianni Leoncini, prevede di "ricucire" centro e Sant’Edoardo con edifici commerciali, di servizio e residenziali. La proposta prende le mosse da quella preesistente al "piano Botta" e richiederà una variante di piano regolatore. Si prevede una galleria lungo via Dante (si vorrebbe poterla perdonalizzare, ma non sarà facile) che introdurrà ad un’area con negozi e centro commerciale. Sugli oltre 40mila metri quadri interessati dall’intervento, la parte cntrale dell’area delle Nord, si edificherebbero tra l’altro un grande albergo (in omaggio al ruolo di Busto Arsizio quale "portale" di Malpensa), un cinema multisala, uffici e un paio di condomini ad uso residenziale. In più un parco urbano, due autosili interrati per qualcosa come 2500 posti auto; intorno, per fludificare la nuova viabilità vengono proposte non meno di tredici diverse ipotesi di rotatorie (come entrino nel Piano Urbano del Traffico, in studio, è da vedere). Il tutto per 120mila metri cubi di edificato, mattone più, mattone meno, e qualcosa come 5 milioni di euro in oneri di urbanizzazione per il Comune. Tutte cifre ovviamente che andranno poi verificate all’adozione effettiva del piano: ma danno un’idea dell’impegno.
Insomma, praticamente un contratto di quartiere o giù di lì, per il quale bisognerà però sbrigarsi ad ottenere l’assenso del consiglio comunale: entro le regole della legge regionale 23/97 si può agire in variante al Prg fino a marzo del prossimo anno, salvo proroghe. L’intenzione è di mettere ruspe e gru al lavoro al più presto possibile, forse già in primavera, una volta ottenuto semaforo verde da Palazzo Gilardoni.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 agosto 2008
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