Il Leoncavallo salvo grazie allo scontrino

Lo storico centro sociale ribellepotrebbe mettersi in regola per la prima volta e così salvarsi dallo sgombero

Lo storico centro sociale Leoncavallo, il luogo simbolo dell’autonomia degli anni Settanta, sopravvissuto a Craxi, Formentini. Albertini, ai fascisti e ai paninari, sembra che per sopravvivere ancora una volta dovrà piegare la testa sull’unico punto verso cui non ha mai accettato alcun compromesso: gli scontrini fiscali. Il centro sociale, infatti, è destinato a un nuovo sgombero il 22 settembre. L’area di via Watteau (la sede originaria era in via Leoncavallo) è di proprietà dell’immobiliarista Cabassi, ma il comune di Milano sembra che possa accettare una proposta di mediazione che permetterebbe alla proprietà di esigere un affitto (sia pure e metà prezzo). Come unica contropartita, Palazzo Marino pretenderebbe che gli occupanti si impegnassero nel rispetto di una serie di norme. Fissate in un decalogo che una commissione congiunta di saggi sta esaminando. Per il Leoncavallo, la trattativa viene seguita dal suo portavoce, l’ex deputato di Rifondazione comunista Daniele Farina. Tra i punti,  la messa in sicurezza dello stabile, l’emissione degli scontrini, il pagamento dei diritti alla Siae e l’abiura pubblica della violenza come strumento di lotta politica.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 agosto 2008
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