La Provincia interverrà per conservare Arcumeggia

Sopralluogo del presidente Dario Galli al paese dipinto. “A settembre al lavoro per migliorare gli affreschi con interventi mirati”

Appena sceso dall’auto alza le mani con un sorriso, in segno di resa: “Premetto che vengo a visitare Arcumeggia per la prima volta”. Il presidente della Provincia di Varese Dario Galli ha sfidato la giornata, che in montagna è un assaggio d’autunno, per recarsi di persona al primo paese dipinto d’Italia. Ed è andata bene per i tanti affreschi del comune montano – siamo a Casalzuigno, ma in una frazione di mezza costa prima di arrivare al Cuvignone – dal momento che nonostante le nubi basse e le cerate fuori stagione Galli è rimasto colpito dalla bellezza dei luoghi, e ha promesso di mettersi al lavoro subito per conservare questo posto.
Il giro ha inizio alle 16: dall’alto, un po’ sbiaditi, guardano i colori fatti rivivere dalle mani dei grandi Sassu, Usellini, Montanari e tanti altri artisti, più o meno noti, maestri o allievi – cui è stato dedicato addirittura un vicolo – che dalla metà degli anni ‘50 arrivarono da tutt’Italia a visitare il paese a un quarto d’ora di macchina dal fondovalle, con pennelli e passione. Il borgo è visitato da alcuni stranieri, francesi, tedeschi; ci sono alcuni esercizi aperti, il giro tra i vicoli dura un’ora.
Occorrono misure mirate – dichiara Galli al termine della visita – e le metteremo in atto non appena sarà possibile. Lasciamo passare le vacanze e da settembre ci occuperemo come Provincia di lavorare per la conservazione di questi dipinti”. Alla visita era presente anche il sindaco di Casalzuigno Angela Viola, che ha raccontato come l’intesa con l’Opificio della Pietra Dura, vera istituzione fiorentina in materia di restauri possa dare i suoi frutti. “Occorrono figure a metà strada tra l’esperto d’arte e l’organizzatore”, afferma il sindaco “ci manca cioè una sorta di braccio operativo che sappia muoversi per valorizzare il lavoro di chi si occupa di restauri e nel contempo garantire una continuità degli interventi”. L’ideale sarebbe trovare degli sponsor: grandi società, magari italiane, che si prendano a cuore il futuro di questo piccolo gioiello: un tentativo è stato fatto, con risultati deludenti. Ma, oltre alle risorse economiche, il problema vero del paesino è scritto negli stessi affreschi, che spesso ritraggono il tema della partenza (nella foto): ciò che il secolo scorso riservava ai tanti uomini che da queste valli emigravano per cercare fortuna altrove, a volte all’estero. Un esodo scritto nei registri comunali che parlano di una Arcumeggia con 450 residenti a fine 800 contro una cinquantina di abitanti che, nel 2008, abitano il borgo dipinto. Nel mezzo della visita un anziano, che allora, – era il 56’(foto) – aiutava i pittori a realizzare gli affreschi preparando il fondo, esce di casa per incontrare il Presidente della Provincia; stringe la mano a Galli. Dietro di lui il figlio, un giovane che fa ben sperare per il futuro del paese.
Il presidente della Comunità Montana della Valcuvia Marco Magrini, arrivato a visita quasi terminata si è detto contento del sopralluogo: “E’ importante che Galli sia venuto per rendersi conto di persona quali siano le nostre ricchezze che intendiamo preservare per il futuro”.

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Il paese dipinto 4 di 14
di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 agosto 2008
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