Nuvole bombardate e Grande Fratello: arrivano le Olimpiadi tecnologiche

I giochi di Pechino saranno il banco di prova per decine di brevetti e nuove tecnologie. Tra le eccellenze, anche delle aziende italiane leader dell'HD e delle piste d'atletica

Le Olimpiadi di Pechino saranno sicuramente un’occasione d’oro per il governo cinese, desideroso di offrire al mondo una immagine moderna e accattivante del paese. Se la sicurezza e l’apertura all’informazione libera saranno certamente i banchi di prova più importanti, è anche vero che l’investimento maggiore è quello in ricerca e tecnologia. Non c’è dubbio ormai: la Cina vuole che i suoi giochi olimpici siano ricordati anche come i giochi tecnologici, non a caso saranno decine le tecnologie che debutteranno proprio in occasione delle olimpiadi.

Simbolo di questo sforzo è il Beijing University Technology Gymnasium, una struttura che ospiterà le gare di badminton e ginnastica ritmica realizzata proprio dall’Università di Tecnologia. L’edificio, che è costituito dalla volta autoportante più ampia al mondo (93 metri di diametro), riesce a mantenere una temperatura costante di 26°C, ed è stato interamente progettata per ridurre i consumi energetici. Per farlo utilizzerà l’energia fornita dal sole e dall’acqua piovana.

Anche i giochi di luce intorno a tutti gli altri edifici saranno realizzati con dei nuovi particolari LED, forniti dalla società americana CREE. I LED consumano molto meno rispetto alle lampadine ad incandescenza. Uno degli edifici più rappresentativi dei giochi, il Water Cube, userà da solo 440.000 LED per l’illuminazione esterna. Le fonti luminose sono raggruppate in blocchi da 8, ai quali vengono sovrapposti dei filtri per muovere i fasci di luce, creando sorpresa e spettacolo. In totale sono stati richiesti 754.000 LED.

L’investimento più considerevole è stato però quello in sicurezza, che ha visto il coinvolgimento di Honeywell, General Electric, United Technologies e IBM. In tutta la città è stata installata una fitta rete di telecamere, collegate ad un software di riconoscimento facciale realizzato dal ricercatore Stan Z. Li. Attraverso la localizzazione di alcuni punti chiave del volto umano, infatti, è possibile ottenere una forma di riconoscimento efficace quanto un’impronta digitale. Il software, quindi, è in grado di riconoscere la presenza di un volto, e di schedarlo con un codice unico. Ciò che più sorprende, nella precisione del sistema, è che funziona anche con travestimenti semplici, come una barba finta o una parrucca. Le autorità cinesi hanno già acquisito le impronte facciali di alcuni hooligan che potrebbero creare problemi di violenza durante i giochi.

Un altro grave problema riguardante Pechino è quello metereologico: gli altissimi livelli di smog, l’effetto diretto sui venti da parte dei grattacieli e la stessa struttura geografica, infatti, fanno sì che le condizioni meteorologiche possano variare a pochi km di distanza. Per rendere ancora più precise le previsioni, il governo cinese ha lanciato nello spazio un nuovo satellite, il Fengyun-3. La promessa è quella di fornire previsioni precise per ogni singola location dei giochi. Non finisce qui però: gli organizzatori non solo sperano di prevedere il tempo, ma anche di controllarlo. La China Metereological Administration, infatti, ha preparato dei razzi creati appositamente per disperdere le nuvole cariche di pioggia. In buona sostanza questi razzi, diretti verso le nuvole, emettono ioduri di argento, cioè delle particelle in grado di facilitare e velocizzare le gocce di pioggia latenti. Non si fa piovere o smettere di piovere, quindi, ma si velocizza un processo, per assicurare l’arrivo del bel tempo in anticipo. Provocare delle piogge serve anche a diminuire i livelli di smog nell’aria, facendo scendere a terra le micropolveri.

La maggior parte degli spettatori dei giochi, però, non sarà a Pechino ma sui divani di casa. Per questo anche i sistemi di ripresa hanno voluto essere un esempio di modernità. Le immagini, ovviamente, saranno tutte acquisite in HD (alta definizione), 16:9, 1920×1080. Tra le aziende di tutto il mondo, assoldate per realizzare le immagini, ce ne sono anche due italiane. La SBP di Roma, che si occuperà di pallamano e pallanuoto e la Global Production di Torino per il sollevamento pesi, che porterà microcamere in grado di riprendere particolari dell’atleta da sotto la pedana, grazie ad un sistema di specchi. Tutti i segnali registrati saranno inviati con collegamenti in fibra ottica dalle sedi dei giochi a quelli del responsabile riprese, per poi essere ridistribuiti alle emittenti mondiali che hanno acquistato i diritti, sia in alta definizione sia in qualità compressa.

In questo elenco di innovazioni, quelle direttamente toccate dallo sport possono essere citate solo con qualche esempio, perché sono davvero innumerevoli. La prima, per orgoglio nazionale, riguarda i campi da atletica, basket e pallamano: ad occuparsene sarà la multinazionale con sede in Italia "Mondo". L’azienda, in realtà, ha fornito materiali sintetici alle olimpiadi fin dal 1976, ottenendo le preferenze di Montreal. La pista da corsa è costata circa un milione di dollari: è realizzata totalmente in gomma naturale. Il materiale deve raggiungere un compromesso tra la durezza (amata dai velocisti) e la morbidezza (peferita dai mezzofondisti). La Mondo ha analizzato per anni il movimento dei corridori, per studiare un materiale che aderisca alla perfezione e favorisca la velocità.

Per quanto riguarda la misurazione dei tempi, invece, c’è stato un cambio solo apparente. Se fino al 2004 se ne occupava la Swatch, a Pechino sarà compito di Omega. In realtà anche Omega è un marchio dello Swatch Group, si tratta principalmente di una scelta di comunicazione. Il marchio Omega era già stato responsabile della misurazione nel 1932 a Losa Angeles, il primo produttore di orologi ad acquisire questo status. All’epoca si usavano 30 cronografi manuali, oggi si utilizzano telecamere ad alta velocità in grado di registrare 2.000 immagini al secondo.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 agosto 2008
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