Tippem e il dilemma dei blogger pagati

Una piattaforma americana permette ai lettori di premiare economicamente i blogger. Ennesimo capitolo di un tema controverso per il web

I blogger devono fare profitto? Spesso si pensa che con i soldi arrivino le responsabilità, con le responsabilità le costrizioni e quindi i compromessi. Così i blogger, figli in discendenza diretta della filosofia di Internet, hanno spesso guardato con distacco le forme rimunerative per le loro pagine.

Prima sono arrivati i banner e, per reazione, siti che mostravano con orgoglio il logo di "Ad Free Blog", cioè blog senza pubblicità. Poi sono arrivati i nano-blog, cioè blog professionali di piccoli editori dedicati ad alcuni argomenti specifici. In Italia, ad esempio, operano nel settore network noti come Blogosfere e Blogo.it. I blog di queste piattaforme sono sempre precisi, accurati e ricchi di informazioni. Perchè? Semplice, i blogger vengono pagati per scriverci.

Anche in questo caso la reazione della blogosfera è stata schizofrenica. Da una parte alcuni di questi blog sono diventati letture apprezzate e quotidiane. D’altra parte, venivano inseriti ed emarginati ad intermittenza da quella che fino a qualche tempo fa era considerata la classifica dei blog italiani. Attualmente sono inseriti in una classifica a parte, "Blog commerciali".

Ora negli Stati Uniti fa capolino un nuovo sistema di guadagno, che prova a conciliare la filosofia blogger all’esigenza, spesso legittima, di acquisire degli introiti. Dei fondi, infatti, possono assicurare al blogger "di mestiere" di intraprendendere un’informazione libera, indipendente e continuativa. Inoltre molto spesso i blog famosi devono pagare dei server per gestire il flusso di accessi. Questo sistema, introdotto dalla Salon, si chiama "Tippem", ed offre la possibilità ai lettori di premiare un post ben scritto con del denaro. In fondo, negli Usa, quando si apprezza e condivide qualcosa si dice "My two cents", cioè "I miei due centesimi". Spesso si usa proprio questa frase fatta nei commenti nei blog, ora si può trasformarla in un’azione pratica: basta un clic e potremo trasferire al conto del blogger dai 10 centesimi ai 1000 dollari.

La filosofia dei blog ora è messa davvero alla prova: un contenuto liberamente accessibile, sarà considerato tanto valido da ricevere un contributo economico spontaneo? A dare la risposta saranno gli utenti stessi. Al momento, però, Tippem è disponibile solo negli Stati Uniti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 agosto 2008
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