C’è sempre una storia da raccontare

Da Varese alla Thailandia, Elisabetta Cacioppo ruba attimi di vita sospesi con la sua macchina fotografica

Dietro una fotografia ci sono sempre due storie. Quella di chi è colto dal mezzo fotografico e quella di chi ha scattato quell’istante. Una storia a due facce che a volte non ha bisogno di raffinati strumenti e obbiettivi ottici di ultima generazione per comunicare un’emozione. Storie di tutti i giorni che non hanno bisogno di una collocazione geografica se raccontano di giochi, parole, amore, solitudine e lavoro.

Da Varese alla Thailandia c’è sempre una storia da raccontare.

È quello che pensa Elisabetta Cacioppo, quando con la sua macchina digitale compatta esce di casa alla mattina. È ormai parte di lei. Che sia in città o durante un viaggio, poco importa, ci può sempre essere una buona occasione per fotografare.

Nella mostra “Attimi di vita sospesi” ha dovuto scegliere (in corso alla Galleria Ghiggini di Varese fino al 5 ottobre). Solo trenta scatti tra le centinaia di foto realizzate in oltre quattro anni. «Una scelta durissima – spiega – che ha coinvolto profondamente non solo me, ma amici e parenti dai quali ho voluto un parere. Ogni scatto rappresenta per me un momento particolare e una emozione, che può essere diversa da quello che vedono gli altri».

Trenta fotografie legate da un filo conduttore, nonostante siano state scattate senza un progetto espositivo ma per pura passione «Ho fotografato rubando gli scatti altrui, da qui il titolo della mostra“Attimi di vita sospesi”. Ho agito spontaneamente ed ho ritrovato i cinque momenti della vita (giochi, parole, amore, solitudine e lavoro) in tutto il mondo. La storia dell’uomo non ha geografia».

Se il percorso di questi anni è stato assolutamente spontaneo Elisabetta Cacioppo, ci confessa, ora  è caduta nel “tunnel degli argomenti”. «Ultimamente sto lavorando sui riflessi dell’acqua. Mi affascina la luce e il suo vibrare».

Non poteva mancare una domanda di attualità: Elisabetta Cacioppo fotograferà i mondiali di Ciclismo?. «Credo che ci potranno essere belle storie da raccontare. Come sempre sarò in giro con la mia macchina fotografica…vedremo».

Elisabetta Cacioppo nasce a Vigevano nel febbraio del 1968. A sei anni segue la famiglia in Lussemburgo dove trascorre parte della sua adolescenza studiando alla Scuola Europea, ambiente che le dona la possibilità di entrare in contatto con persone, lingue e culture diverse, suscitando e affinando in lei il pregio della curiosità. A 16 anni torna in Italia e si stabilisce a Varese. La Laurea in Giurisprudenza, conseguita all’Università degli studi di Milano, le permette di esercitare dal 1999 la professione di avvocato cui affianca un intenso impegno civile e politico, nella convinzione che la responsabilità sociale e la partecipazione siano un dovere morale e il migliore esercizio del diritto di cittadinanza.

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Pubblicato il 12 Settembre 2008
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