“Noi siamo diversi”

Volantini e slogan riempiono il paese. Mercoledì ci sarà il consiglio comunale e le polemiche dopo le dichiarazioni dell'assessore contro gli omosessuali non si placano

L’eco televisivo della vicenda ha fatto uscire il paese dal suo stretto confine. L’eccesso di termini usati dall’assessore Valmori hanno fatto si che qualcosa all’interno dell’opinione pubblica si smuovesse. C’è stata una reazione che, prima ancora che dalle forze politiche, sembra essere partita dalla società civile.
Nella mattinata di venerdì, infatti, gli abitanti del paese si sono svegliati in un paese cosparso di volantini che rappresentavano una Albizzate non disposta a identificarsi con le parole del suo rappresentante.
Per quanto siamo riusciti a ricostruire sono apparsi cartelli e volantini che recavano scritte in decisa difesa del mondo omosessuale. Il più appariscente recava lo slogan “Noi siamo “diversi”, evidentemente a significare la diversità dal pensiero dell’Assessore. Altri volantini riportavano la citazione di Bertolt Brecht già citata in un altro articolo. Altri ancora, come quello attaccato nella bacheca delle opposizioni, molto più polemici nei confronti dell’Assessore. A metà mattinata chi di dovere aveva comunque già provveduto alla loro rimozione.
La polemica, però, era ormai inarrestabile, e nello stesso momento in cui l’assessore Valmori confermava una ad una le parole usate nella diretta televisiva, essa si espandeva
, come gli anelli concentrici che seguono il tonfo di un sasso in uno stagno, su altri canali.
Uno fra tutti fra
commenti dei lettori di Varesenews, dove già dalla mattina presto alcuni politici chiedevano alla lega di prendere le distanze con forza. Ed è qui che la questione diventa grossa. La notizia è stata ripresa da tutti i quotidiani della zona (oggi riportata anche da “Repubblica”) e il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli annuncia oggi sul suo sito nazionale l’intenzione di querelare l’Assessore.

La frase estemporanea dell’ultimo dei suoi amministratori in un paesino di 5.000 anime sembra quindi aver portato a galla quella che appare la polemica tabù del movimento leghista: l’eccesso dialettico con la quale costruisce, seppur in minima parte, il suo consenso. Non è la volontà dei suoi amministratori che viene messa in discussione, nessuno riterrebbe persone come Valmori capaci di torcere un capello ad alcuno, il problema riguarda il far finta di non capire che frasi di quel genere contribuiscono a creare da entrambi le parti in campo un clima di odio e di intolleranza.

Per il Comune di Albizzate la questione sembra essere in ogni caso abbastanza seria. Se i suoi amministratori sembrano infatti minimizzare la faccenda e dargli il peso che si da alle esternazioni personali, essa ha scatenato in realtà reazioni che i più comuni meccanismi della politica non possono ignorare. Non sarà una soluzione semplice per la Maggioranza, perché se da una parte prendere provvedimenti nei confronti dell’assessore servirebbe a calmare le acque della polemica, dall’altra rimane il fatto che l’assessore Valmori non sembra uomo da farsi da parte rimanendo in silenzio. Ciò potrebbe portare a una spaccatura dell’esecutivo albizzatese che da 15 anni sembra decisamente inscalfibile.

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Pubblicato il 14 Settembre 2008
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