Quattro partiti, un sindaco e una Giunta da (ri)costruire
Si parla di volti nuovi nell'amministrazione, di assessorati ai giovani e al commercio. Ma Farioli è alle prese con le varie esigenze delle forze del centrodestra
Un Gigi Farioli confidenziale ma non troppo riflette sulla non facile "quadra" della nuova giunta di governo di Busto Arsizio. Le "grandi manovre" sono state rallentate dall’incombere delle ferie, quelle generali e quelle del sindaco stesso, ma sono proseguite a intermittenza per tutte le settimane dell’estate ormai agli sgoccioli. Alla fine della scorsa settimana sussurri e grida sulla possibile nuova squadra del primo cittadino si susseguivano, e sembravano tanto ben informati quanto privi di definitive certezze.
Il sindaco non nega nella sostanza quanto trapelato. Si parlava di volti nuovi e di alcuni "inamovibili", su tutti Giampiero Reguzzoni (urbanistica) e Claudio Fantinati (cultura), ma anche di una Lega non ancora pronta a decisioni nette. Una Lega che avrebbe chiesto molto, sull’onda dei risultati elettorali largamente favorevoli alle politiche; posizioni di maggior rilievo nelle partecipate, eventualmente l’assessorato alla cultura. Probabilmente più di quanto possa essere concesso nella data situazione senza turbare equilibri consolidati. Una Lega, infine, che insiste perchè l’agognata società patrimoniale si traduca in realtà. Più voti, più peso si mormorava già all’indomani del fatidico voto d’aprile. Quanto ad Alleanza Nazionale, non può vantare exploit simili, ma difende con accanimento le sue posizioni: avrebbe presentato al sindaco una lista di nomi abbastanza nutrita fra cui poter scegliere.
«Ho raccolto le indicazioni giunte dai partiti e ho dato le mie opinioni, in particolare confrontandomi con il segretario cittadino di Forza Italia, Achille Broggi» spiega Farioli, diplomatico, dal treno che lo porta ad Alassio. «Voglio un dialogo franco con i partiti» aggiunge – e non si può non pensare a "cabine di regia" sempre pronte a gridare "stop" nel bel mezzo della scena clou – «ma nell’ambito di una proposta di riorganizzazione che miri agli obiettivi». Sì, perchè Farioli ha in mente una task force, più che una Giunta come mero agglomerato di poltrone. E in più la fase delle proposte e dell’ascolto ormai è alla fine. Bisognerà decidere, ma occorre che prima si decidano i partiti, senza i quali non si va che a casa, come dimostrano vicende note di Palazzo Gilardoni.
Far convivere il manuale Cencelli riveduto e aggiornato con una
struttura in cambiamento non è immediato. Però alcune idee Farioli le aveva lanciate e non le rinnega: ad esempio Franco Castiglioni, presidente di Agesp Holding, come nuovo assessore allo Sport, sull’onda della gestione di strutture come la piscina Manara o il PalaYamamaY che hanno dato lustro alla società e alla città. Oppure Walter Fazio, già consigliere comunale in quota Udc, come nuovo assessore alla sicurezza: una persona con un’importante esperienza nelle forze dell’ordine nel nuovo quadro legale del pacchetto Maroni che dà maggior peso a questo assessorato potrebbe tornare utile. Farioli vorrebbe anche creare un assessorato ai Giovani e al Futuro che sembra cucito su misura per Checco Lattuada di An (ma non solo), e uno per Commercio, sportello imprese, consumatorie quant’altro di economico ma non finanziario da assegnare alla Lega "a compenso" dell’eventuale perdita di quello allo Sport. Il numero di assessori per partito resterebbe identico, a "ballare" sarebbero le deleghe e tre o quattro new entries. Fra queste decisiva quella al Bilancio, dove ad Alberto Cattaneo, docente Liuc, potrebbe succedere, con la probabile benedizione di questi, un altro collega: «Ho contattato» conferma Farioli «un giovane cattedratico universitario, il prof. Crespi».
Lanciare idee è un conto, trovare la quadra un altro. Alcune soluzioni, come Castiglioni allo Sport, sembrano andar bene "a patto di". Anche l’ipotesi Fazio, per quanto logica, si sarebbe raffreddata, almeno per ora, proprio in sede Udc. E il classico problema di portare cavoli, capra e lupo dall’altra parte del fiume con una barca, prendendone uno per volta e senza che su una delle rive l’uno mangi l’altra, o questa quelli, appare facile, al confronto della gestione di quattro partiti. Mai dire mai, comunque.
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