Uccisi sei rapitori, ostaggi italiani portati in Ciad

Secondo la Farnesina i cinque connazionali non sarebbero rimasti feriti

Sei dei rapitori del gruppo di turisti europei sequestrato in Egitto dieci giorni fa sono stati uccisi durante uno scontro a fuoco tra l’esercito sudanese e gli uomini armati, nella frontiera tra Sudan e Ciad. Secondo le prime informazioni altri 35 uomini sono arrivati in rinforzo con dei veicoli e hanno portato via i 19 ostaggi, tra cui cinque italiani dirigendosi verso la località ciaidiana di Tabbat Shajara, vicino al confine sudanese.  La Farnesina ha fatto sapere che i cinque italiani non dovrebbero "verosimilmente essere stati coinvolti nella sparatoria".
La prima fonte che ha diffuso notizie sulla sparatoria è stato il capoufficio stampa della presidenza della repubblica sudanese, Mahjoub Fadl Badri, che ha ricostruito così la vicenda: «Le forze sudanesi hanno seguito le tracce dei rapitori degli ostaggi del Jebekl Uwainat e ne hanno scoperte alla frontiera con il Ciad».
I militari hanno intimato l’alt al gruppo, senza nessun risultato. A quel punto, hanno fatto fuoco.«Sei dei sequestratori – ha aggiunto Badri – sono stati uccisi, secondo quanto hanno rivelato ai militari sudanesi. Due che facevano parte del gruppo e che sono sopravvissuti alla sparatoria sono stati arrestati. Tra gli uccisi c’era anche il capo dei rapitori, un certo Bakhiet, di nazionalità ciadiana». «Gli ostaggi – ha concluso – sono ora in un nascondiglio in Ciad vicino al confine con il Sudan».

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Pubblicato il 29 Settembre 2008
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